domenica, ottobre 09, 2011
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"Brothers...to the End"

Son passati 20 giorni dall'uscita nei negozi di Gears Of War 3, capitolo conclusivo delle gesta dell'ormai mitica Squadra Delta. Di questo gioco si è detto tutto e il contrario di tutto... Epic ha promesso colpi di scena sconcertanti, modalità di gioco innovative e esperienza multiplayer tale da settare un nuovo standard. Le promesse son state mantenute, o si è trattato degli ennesimi "annunci bomba", tanto cari alle Software House, creati ad hoc per generare un hype smisurato da parte di noi videogiocatori?


Il primo Gears Of War è stato indubbiamente un fulmine a ciel sereno.
Pur non inventando niente di nuovo, ha riportato in auge un genere, quello dell'action in terza persona, che da troppo tempo veniva relegato in una fascia quasi dimenticata, colpa anche di alcuni titoli certamente non eccellenti (chi ha giocato ad Heretic II sa di cosa sto parlando...). I ragazzi di Epic decisero quindi di utilizzare un sistema di inquadratura "sfortunato" ma dalle notevoli potenzialità e lo hanno trasformato in un nuovo punto di riferimento per i giochi action, aggiungendo alcune innovazioni finora forse mai nemmeno teorizzate. In primo luogo le coperture. A "memoria videoludica personale" (passatemi il termine) non ricordo nessun titolo che possa aver fatto un uso tanto sapiente e addirittura con animazioni dedicate (sia di posizionamento sia di utilizzo vero e proprio) degli elementi dello scenario per gli scontri a fuoco. La gestione di questi scontri limitata ad un solo tasto (oltre al tasto di fuoco e quello di ricarica), che a seconda della direzione imposta al personaggio con l'analogico fa cambiare la funzione del tasto stesso grazie ad un hud dedicato (dal rotolamento per la schivata, all' utilizzo della copertura, allo scatto in avanti, etc) hanno contribuito ad alzare a livelli altissimi la giocabilità, semplificando ma non rendendo meno efficente il controllo. Solo queste caratteristiche sarebbero bastate a rendere Gears un fenomeno videoludico. Cosa che in effetti è stato. 
Killer Application per la console Microsoft, un universo intero creato e reso "vivo" da tutta una serie di opere legate ad esso, dai fumetti ai libri, che racconta la guerra dell'umanità contro le locuste. Guerra che dura da anni, cruda, spietata, dove si fatica a distinguere da che parte sta la ragione e da quale il torto, sempre che siano concetti validi, quando si parla di guerra.
Il secondo capitolo, uscito nel 2008 ha aggiunto agli elementi presenti nel primo un corposo comparto multiplayer. Ok, il gioco online era compreso anche nel primo capitolo, ma si limitava a modalità di gioco già viste come il classico deathmatch o "capture the flag".
Gears 2 invece, grazie alle piccole ma importantissime aggiunte al geamplay, ha radicalmente modificato il concetto di gioco online.
Basti pensare alla possibilità di "piazzare le mine" (cosa che nel primo Gears non è possibile fare) o al movimento durante il sanguinamento (altra cosa non possibile nel primo Gears...quando si viene atterrati dal fuoco avversario è possibile spostarsi dal luogo in cui si viene atterrati "strisciando" in attesa che qualche compagno venga a fornire supporto riportandoci attivi in battaglia) hanno reso la cooperazione tra membri del team una componente FONDAMENTALE per il raggiungimento dell'obiettivo, sia quello di eliminare la squadra avversaria sia quello di mantenere una posizione.
Cooperazione. E qui arriva la vera novità di Gears 2, la modalità ORDA... in un co-op fino a 5 giocatori si deve resistere a 50 ondate di avversari in una mappa scelta a inizio partita, ondate man mano più difficili. Il successo di questa modalità è diventato storia ormai, considerato che dal 2008 ormai se non tutti un buon 90% dei giochi che ha una componente multiplayer ha una modalità di gioco che richiama l'orda (pensiamo a "Sparatoria" di Halo Reach o a "Anarchia" di Bulletstorm per citarne solo 2..).
Con delle basi del genere, è possibile fare di meglio???
Alla Epic, per quanto possa sembrare improbabile, ci sono riusciti.
Ogni aspetto del gioco finora citato è stato migliorato, e non solo dal punto di vista grafico (che, diciamocelo chiaramente, è qualcosa di assolutamente fenomenale...l'xbox è spremuta ai massimi livelli, leggermente sotto quella perla grafica che risponde al nome di Dead Island di cui parleremo in un altro momento), ma proprio dal punto di vista della giocabilità. Facciamo un esempio: lo scatto nel primo Gears era possibile effettuarlo solo in avanti, nel secondo capitolo si poteva avere un minimo di controllo nella direzione, mentre nel terzo (con i dovuti spazi e la dovuta pratica) è possibile controllare il personaggio in maniera precisa durante la corsa, il che rende lo scatto un'arma strategicamente importante, soprattutto ai livelli di difficoltà elevati (e nel gioco online ovviamente). Lo scavalcamento di un ostacolo (sempre ad opera del "tasto unico" che citavo sopra) è stato reso decisamente più utile, in quanto se un avversario si trova dall'altra parte dell'ostacolo che dobbiamo superare, il nostro personaggio sferrerà un poderoso calcione sulla faccia del malcapitato, rendendolo temporaneamente stordito, e di conseguenza (vista la potenza delle armi da fuoco), permettergli di esibirsi nell'imitazione MOLTO REALISTICA del ragù alla bolognese.
 La novità principale è comunque l'ORDA 2.O, evoluzione della famosa modalità cooperativa. In questa versione all'uccisione dei nemici che ci si parano davanti otterremo dei crediti che potranno essere spesi per poter fortificare la zona della mappa che stiamo difendendo con delle barriere, torrette automatiche, esche e postazioni di fuoco pesante, tutte upgradabili in base all'abilità del giocatore, abilità che cresce in pieno "rpg-style", ovvero "più utilizzo un qualcosa, più divento bravo ad usarla e di conseguenza riesco ad usare roba più avanzata". Fortificazioni che saranno fondamentali per la riuscita dell'impresa, perché non solo ai buoni son stati aggiunti dei "bonus". Eh, no...ai "cattivi" son stati aggiunti dei "middle boss" nelle ondate che segnano le decine (quindi 10 / 20 / 30 / 40 / 50) oltre ai classici potenziamenti (che avvenivano anche nell'orda di Gears 2) al supermento delle suddette ondate.
Ho volutamente scelto di parlare prima del comparto online, invertendo l'ordine classico delle recensioni, perchè la campagna single player merita l'analisi finale, visto che ci troviamo davanti all'ultimo capitolo, nel bene e nel male, della Squadra Delta. Il "The End" che compare nei loghi promozionale è abbastanza chiaro: se anche ci sarà un Gears 4 (cosa tra l'altro già annunciata) non avrà i Delta come protagonisti. Ci troviamo quindi davanti alla resa dei conti, al chiarimento di tutti i fatti oscuri che ci hanno accompagnato nei due capitoli precedenti, e , in pieno stile hollywoodiano, ce ne sono parecchi. Non scriverò nulla della trama, come è giusto che sia, per non rovinare la sorpresa...mi limito solo a fare un analisi complessiva di quello che ci offre il terzo capitolo.
Così come nel reparto grafico / giocabile i miglioramenti ci sono anche nella sceneggiatura, frutto forse anche delle opere parallele a quelle videoludiche (libri e fumetti du cui sopra). Mentre nel primo Capitolo della saga ci trovavamo di fronte si ad una squadra di 4 Gears ma con due ruoli dominanti (Marcus e Dom), con il procedere della narrazione nei due successivi capitoli ci siamo trovati di fronte ad un graduale livellamento di personalità. Nel primo Gears Marcus "parlava" come il classico "figo da cinema americano", quindi frasi ad effetto a profusione, spalleggiato da Dom, amico e fratello, e compagno nelle fasi in cui la squadra doveva dividersi per motivi di gameplay.
Nel secondo capitolo, ma soprattutto in questo Gears 3, abbiamo una decisa svolta di tendenza, dove praticamente non esistono più comprimari, proprio perché i personaggi relegati a ruoli secondari o a volte solo di contorno, qui prendono prepotentemente personalità...pensiamo ad Anya, relegata sempre a ruolo di "voce guida" che diventa un personaggio attivo nel gioco, pensiamo a Cole, che diventa protagonista (e quindi viviamo noi con lui) e vittima del suo passato, a Dom, il personaggio per me meglio riuscito, che vive la "sua" tragedia in maniera tremendamente realistica (non accusatemi di spoiler..chiunque abbia visto anche solo il filmato iniziale sa di cosa parlo..e chi non lo ha visto non ha interesse a Gears, quindi...). Baird che non è più il solito spaccone ma si rivela una persona affidabile, lasciando spazio a numerose analisi sulla sua personalità. Anche i personaggi nuovi son caratterizzati decisamente bene, lontani anni luce da quelli presenti nei capitoli precedenti (pensiamo al primo Carmine o a Minth...perfino il "secondo" Carmine ha goduto di una personalizzazione credibile). In tutto questo, l'unico che rimane sempre uguale a se stesso è Marcus, con le sue frasi ad effetto da macho. Per carità, tutto questo può anche starci, ma dal "protagonista" del gioco sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più, invece rimane il classico "figo ma piatto".
Questo non sminuisce minimamente il valore del titolo (e della saga in sé), rimane un acquisto obbligato per tutti i possessori della console di casa Microsoft, anche se (per qualche disgrazia ancestrale) non si fossero giocati i due capitoli precedenti. Il filmato iniziale, in pieno stile cinematografico, riassume tutto quello che è accaduto finora e, chissà, magari convincerà chi si avvicina per la prima volta alla storia a recuperare i primi due capitoli, giusto per godersela appieno nonostante questo voglia dire notevoli passi indietro a livello di impostazione di gioco.
Perchè questo è purtroppo l'unico difetto di Gears Of War 3: aver settato uno standard troppo alto. Tutto il resto potrà prendere spunto, ma non raggiungerà la perfezione quasi assoluta. Nemmeno i titoli da cui questa perfezione è giunta.

VOTO   9.5                                                                   

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