martedì, ottobre 09, 2012
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Gli albori dell industria videoludica,che poi industria non era,risalgono ormai ad una quarantina di anni fa.
Nati dalle geniali menti di alcuni precursori dell odierna era informatica servono più che altro come dimostrazione di primordiali intelligenze artificiali e rutine degli allora avveneristici calcolatori.
Sviluppati con grafiche vettoriali questi primi ibridi escono ben presto dal loro ruolo per ricoprire una funzione di intrattenimento e svago,se bene la loro diffusione sia molto limitata e riservata ad un certo tipo di pubblico,che per dirla tutta non godeva della stima del resto del genere umano.

     
     

Da Asteroids a Pong,arrivando a Space invaders,i videogames riescono a ritagliarsi una piccola fetta di appassionati,da novita da affiancare ai flipper nei bar riescono a conquistarsi un loro pubblico ed entrano finalmente nelle case grazie alla diffusione dei primi home computer prima e delle prime console poi,muore il concetto di videogioco e nasce quello di macchina unica con cui giocare diversi titoli.
Da questo momento in poi i videogames intraprenderanno un lungo cammino,guadagneranno consensi nella gente scalfendo pian piano le diffidenze che da sempre li hanno ghettizzati a fenomeno per sfigati,fino a diventare oggi un industria enorme,che per certi versi potrebbe competere con il cinema,che è in costante espansione e che soprattutto ormai è un fenomeno di massa che comprende tutte le fasce d età e tutte le estrazioni sociali.
Chi ha seguito parte di questo cammino avrà senz altro ricordi indelebili legati ad un mucchio di pixel,ricorderà come spesso una serie di puntini a schermo potessero rappresentare un mondo immaginario in cui quello che veniva mostrato serviva ad alimentare un avventura che noi tutti allora bambini/ragazzi vivevamo nelle nostre menti.
 

Negli anni 80 giocare con i titoli nelle foto quì sopra significava sostanzialmente essere dei gran calciatori o degli eroi che partono all avventura per salvare la principessa di turno,certo spesso bisognava lavorare molto di fantasia,ma eravamo ben disposti a farlo,soprattutto quando l unica cosa bella di un gioco era la sua copertina,e non era raro accadesse.....

Passano gli anni,cambiano le macchine ed aumenta lo stupore,pian piano le nostre fantasie prendono vita,i pixel sono sempre di più e sempre più belli,i colori delle nostre avventure sono sempre più vivi e brillanti,e le cose che riesce a fare l eroe di turno sempre più.
   
Aumenta la vastità dei mondi che esploriamo e la complessità delle nostre missioni,i giochi non sono più passatempo da 10 minuti tanto da richiedere password prima e salvataggi poi.

I videogame da metà anni novanta in poi prendono vie separate,i pc da ora in poi saranno macchine con upgrade continui che ne cambieranno repentinamente la fisionomia,muore il concetto di personal computer della commodore per quanto continuino ad uscire modelli di amiga,sono destinati a morire dopo aver dominato per anni,il pc è piattaforma destinata all upgrade,motivo per cui il pc gaming assume connotati troppo diversi da quelli console per poterne parlare oggi facendo un parallelo,continuiamo a parlare di console.
Ormai i giochi sono un fenomeno diffuso,la tecnologia fa passi da gigante e ne derivano una serie infinita di novità e migliorie.
I nuovi supporti ottici permettono di immagazzinare quantità di dati enormi,ed i nuovi hardware garantiscono un ulteriore step tecnologico.

         

Certo è tutto molto spigoloso,ma adesso possiamo vivere le nostre avventure in prima persona,possiamo pigiare un tasto e guardarci intorno,siamo ben lontani dal poterci immedisimare al 100% ma il mondo è abbastanza credibile,e l interazione con i suoi elementi è sempre maggiore,nascono nuovi generi e si evolvono i vecchi.

Il consueto upgrade tecnologico ci porta ad inizio anni 2000,ricordando chi è partito dalla grafica vettoriale,ha vissuto l era degli sprites e poi quella dei poligoni,possiamo usare il termine stupore.
Oddio,stupore era pure in epoca snes,ed a maggior ragione in epoca playstation,con quei filmati in CG che ci lasciavano immobili a mascella aperta a VEDERE QUELLO CHE PRIMA DOVEVAMO IMMAGINARE.
                      
               
Forse è questo il passaggio chiave,siamo giunti ai 128 bit,i poligoni vengono ricoperti da textures sempre più belle e dettagliate,gli spigoli si arrotondano quando necessario,e l immaginazione lascia il posto alla visione di quello che facciamo,i giochi stessi sono ormai da anni sviluppati con tecniche cinematografiche,e nella regia,e nella narrazione,il videogiocatore del 2000(canticchiatelo alla Dalla se vi fa piacere)non immagina più,non ne ha bisogno,vede già quello che gioca mentre lo gioca pur comunque distinguendo ancora il gioco dalla realtà,ma ad esempio è possibile giocare il proprio cartone animato preferito in modo credibile o riconoscere in un fifa a caso il proprio beniamino sia fisicamente,sia nelle movenze,le auto non solo sono credibili ma assumono un comportamento in pista credibile,e via via discorrendo.
Siamo in fine giunti ai giorni nostri,oddio qualche annetto è già passato dall uscita delle attuali console,cosa ci hanno portato?
Beh ovviamente l ennesimo upgrade tecnico,i poligoni a schermo adesso sono veramente tanti e tutti ricoperti da textures in alta definizione,sono cambiati persino i tv,ed alcuni giochi sono + film interattivi che giochi veri e propri,la fisica è stupefacente e rende credibile quello che giochiamo,è vero è tutto molto più semplice oggi che 40 anni fa,un tempo per saltare da una piattaforma all altra a volte bisognava studiare la situazione minuziosamente,prendere le distanze con perizia maniacale,calibrare i tempi e come se non bastasse stare pure attento a qualche ulteriore complicazione,che poteva essere pure un pixel che si muoveva,ma era di un bastardo infinito!
Oggi è tutto molto user friendly se non in alcuni giochi un pò di nicchia,ricordate l inizio dell articolo,prima chi giocava era uno sfigato,adesso sei sfigato se non hai l ultimo gioco uscito,e se ce l hai in versione base potresti essere cmq sfigato......
Ma torniamo a noi,torniamo alla nostra evoluzione.  

       

In quest ultima gen cos altro è cambiato?semplice,il modo stesso di giocare,avventure complesse nella realizzazione spesso purtroppo sono in realtà giochi semplici,figli dell epoca che cambia.
La componente online ormai è preponderante in molti generi,e l intera industria vive una crisi di idee dettata dal fatto che omologarsi è la via migliore per non rischiare.
In tutto questo sognare diventa quasi impossibile,giocare come si giocava un tempo è qualcosa di rarissimo,e spesso chi cerca di creare un esperienza emozionale viene mortificato dai risultati.
Per carità,la tecnologia non è il male,il male è l omologazione,il male è la standardizzazione,chi ricorda ed ha giocato Space invaders mentre muoveva la navetta a destra e sinistra sparando agli alieni che scendevano,sognava in realtà Dead space,chi giocava Pong voleva giocare Table tennis,o meglio...immaginava di farlo,basta aver giocato un gioco con degli sprites per ringraziare la tecnologia per i progressi fatti e per aver reso tangibili quelle che erano fantasie.

Qualcuno di voi che fosse arrivato a leggere fino a questo punto si sarà più volte chiesto durante la lettura per quale motivo scrivo tutto ciò,cosa mi ha spinto a farlo e quale sia eventualmente quello che voglio comunicare,e bene,il pezzo è nato guardando questo.
Andiamo in contro entro un annetto e mezzo all ennesimo giro di boa,WiiU innaugurerà una nuova era tra un mesetto,e saremo di nuovo a bocca aperta a stupirci,adesso però da videogiocatore mi chiedo se raggiungere la realtà sia un bene,perchè sognare ormai non se ne parla,e va bene,ma immaginare nemmeno?
Se io mi meraviglio ad ogni generazione,ipotizzando che si arrivi alla realtà,poi dopo cosa accade?
Il video quì sopra di Project cars (la versione pc e presumibilmente quella wii u tendono ad essere spettacolari sotto l aspetto tecnico) distrugge tutto il mio passato di videogiocatore sotto un certo punto di vista,mentre dall altro lato lo esalta all estremo.
Ma quando mi ritroverò nella perfetta riproduzione della mia auto,a scorrazzare nel traffico della mia città virtuale riprodotta fedelmente,sarò contento o mi gireranno i coglioni come nella realtà?
E soprattutto,qualcuno prima o poi smetterà di far evolvere quello che vedo e riprenderà a pensare a quello che provo?
Non sono uno dei sostenitori del solo graficone in questa gen,è vero che però in generale si sia abbassata l attenzione alla parte ludica per concentrarsi su quella cinematografica.
Il futuro sono i sensori di movimento? L immedesimazione totale? L implementazione di qualcosa che ci dia delle sensazioni facendoci passare la finzione per realtà,o sarebbe meglio continuare a scindere le due cose e continuare a far essere i videogiochi quello che sono? Una passione,un passatempo,uno svago,un modo per evadere dalla realtà,e non un mezzo per viverne una fittizia.

                                                                             PierNano (VcVaV) ..mi consenta!

12 Commenti:

  1. Ammettilo che il reale motivo di questo articolo è per mettere una foto di supermario64.. vecchiaccio che non sei altro.

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  2. Sono commosso per i riferimenti ad Space Invaders e Asteroid...
    Nano da come scrivi sembri più vecchio di quello che sei! XD

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  3. @ in effetti ruota tutto intorno a quell immagine...senza nulla avrebbe avuto un senso!
    @mastik,grazie
    @zio,questi sono articoli che dovresti fare te,ed invece li faccio io ed invece di ringraziarmi mi dai del vecchio...tu che sei come leone di lernia!
    tornando seri,e tronando a space invaders che pure io ho giocato sul mio c=64,non ho ricordi dei miei pensieri,ero veramente piccolo,però immagino che un bambino giocando immaginasse sul serio qualcosa di simile a dead space,e non solo una navetta che fa destra,sinistra e colpisce delle amebe che fluttuano,cmq si....rileggendomi sembro un vecchio...devo iniziare a mettere almeno le k e i vari lol xd asd o quelle complicate con la punteggiatura ;_;

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  4. nano, io Space Invaders lo giocavo da bambino al bar sotto casa col cabinato.... e ti posso garantire che hai ragione... la mia fantasia volava... T_T
    Comunque consolati sarò sempre più vecchio io di te! :P

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  5. Azz per non parlare dei flipper... ero un campione! Prendevo lo sgabello che manco toccavo coi piedi per terra e facevo sfracelli, conoscevo anche i trucchi per mandarli in tilt e vincere le partite... lo schiocco della partita vinta era musica per le mie orecchie! XD
    Inoltre gli obiettivi (punteggio di xboxlive)mi ricordano i record che si facevano sui cabinati con le classi 3-4 lettere. Quando arrivavo primo mettevo il mio nome abbreviato e se facevo un punteggio scarso in classifica mettevo i classici c.u.l.o., f.i.ga. etc. Eh bei tempi! XD

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    1. zio tu che sei vecchio capisci il senso del pezzo,magari chi ha 12-13 anni si stupisce che non siano riusciti a fare i peli del naso al protagonista di turno.
      una volta videogiocare era per buona parte immaginare quello che vedevamo a schermo,oggi ne siamo intrattenuti come davanti ad un film.
      non so se è meglio o peggio,di certo sono 2 cose diametralmente opposte

      ah..io avevo un flipper di fine anni 70 in casa,non ho mai speso una lira almeno...ero in piedi sulla sedia anche io,e non riuscivo nemmeno a mandarlo in tilt :)

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  6. Riprendere a pensare a quello che provi? Se non ho capito male, non è un pò quello che fa Nintendo in Zelda WW, facendoti combattere contro cinghialotti lollosi in un ambiente da favola mentre lasciandoti pensare a scontri epici in stile Il signore degli anelli?
    Non cito gli Zelda più recenti perchè essendo graficamente più realistici non coglierebbero nel segno, ma valgono anche quelli... O forse ho frainteso il tuo ragionamento (a meno che tu non voglia davvero tornare agli 8 bit....

    P.s. Gran bell'articolo comunque, altrove li chiamano editoriali...

    P.p.s. Ma ha litigato con l'apostrofo??

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    1. ti è morto il battutista o hai una percentuale su questa battuta dell apostrofo?
      cmq,grazie dei complimenti,fa piacere dopo essersi sbattuto tanto :)
      il senso vero era va bene la grafica,va bene l i.a.,va bene la fisica,ma aumentiamo l interazione e la profondità delle scelte,fatemi sentire protagonista di quel che gioco e non spettatore di un film,un gioco su un binario anche se pieno di colpi di scena è piatto,se io non posso alterare in alcun modo il corso degli eventi,se non ho modo di esplorare,scoprire,sbagliare non gioco,vivo un esperieza che un altro ha deciso per me dall inizio alla fine senza scelta alcuna
      viva i finali multipli,viva i bivi etc etc etc
      è l unico modo per "sognare"oggi,per tornare a sentirsi protagonisti e non spettatori
      APPLAUSI!

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    2. L'ho ripetuta perchè pensavo non l'avessi letta, continui a non metterli!!

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  7. Fino all'epoca GC/Ps2 penso sia andato tutto bene. Dopo si è rotto qualcosa. Come dici te, si sono omologati. I giochi mancano ora di "poesia", di quelle sensazioni che ti davano giocandoli, di quello che suscitavano nel proprio immaginario. Giocando agli zelda per gbc provavo emozioni che non ho provato in Skyward Sword (o almeno, non nella stessa quantità) (lungi da me dire che SS non sia bello eh!). E poi boh, c'è qualcosa come uno snaturamento, c'è come un "lo so inconsciamente che non è più come prima". Quando gioco a Twilight Princess su gamecube penso che sia un titolo eccezionale, uno Zelda magnifico da 11/10. Quando ci gioco su wii mi scazzo dopo 5 minuti e penso che 8 sia già un voto più che generoso per un gioco così. Sarà per i controlli schifosi, sarà perchè nella versione wii sento lo spettro assetato di denaro di Nintendo, ma lo stesso gioco mi provoca reazioni differenti sapendo cosa ci sta dietro. Non riesco a non pensare "questi controlli schifosi e scriptati sono per spremere soldi usando il wii, questo gioco doveva essere un'esclusiva del mio adorato gc, ti odio nintendo" giocando alla versione wii, mentre su quella gc dico "oooooh che bello l'ultimo grande titolo per gc, magnifico magnifico magnifico".
    Insomma, oggi SAPPIAMO che il gioco che stiamo giocando è una mossa commerciale e nulla più. Io adoro la serie Paper Mario, ma il nuovo sticker star è fatto in modo davvero patetico, un gioco fatto solo per batter cassa. E si vede. Ovvio, non è che un tempo i giochi si facessero per beneficenza, ma c'era anche la passione. Ora ho la netta sensazione che sia SOLO per i soldi ed i risultati sono quelli che vediamo. Chiedo venia per il post lunghissimo XD

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    1. tranquillo,non lo leggerà nessuno...cmq,siamo d accordo ;)
      anche i giochi commerciali,quelli mangia monetine,quelli spietati delle sale giochi(potevo dire coin op ma era troppo sbrigativo)avevano un anima
      trovare un segreto in gauntlet dopo aver cambiato non so quante banconote da 1000 lire,era gratificante,scoprire una warp zone in mario bros,anche se non avevi nessun intenzione di usarla era gioia.
      oggi di quella magia non c è + nulla o quasi,e nintendo di certo non è il giocattolaio buono che qualcuno vuole far credere,però mi sento di poter dire,che ancora ci mette dei sentimenti,il problema spesso è che come tutte le mamme chiocce,spesso finiscono per far der male ai propri figli,,leggasi zelda ss che ormai è la parodia della saga

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