mercoledì, novembre 07, 2012
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La critica che ultimamente si muove al mondo dei videogiochi è quella della poca originalità.
Sempre più spesso ci troviamo davanti a dei titoli che son copie di loro stessi, se non copie di qualche titolo ben più blasonato. Sinceramente, quanti TPS, acronimo di Third Person Shooter, troviamo ogni mese dal nostro rivenditore di fiducia, che sia fisico o virtuale? E di queste "copie, quante ci lasciano il senso di soddisfazione una volta completate? Personalmente ben poche. Certo, è possibile trovare dei giochi che, pur non innovando, riescono a offrire un'esperienza divertente...così come ci sono giochi che prendono un'idea ormai quasi dimenticata o viva solo nella mente dei "romantici", la tirano a lucido offrendo un comparto grafico che prende spunto (a piene mani) da una "seconda idea", ci aggiungono una trama che non brilla certo per originalità, almeno come incipit e mettono il tutto in un "frullatore"...cosa ne esce??? Quella che probabilmente sarà, per somma gioia di qualcuno, la più breve recensione mai fatta dal sottoscritto..anche perchè si può ridurre a sole 4 lettere: G.O.T.Y.

Bethesda. Dovrebbe bastare questo nome per far "pizzicare il senso di ragno (cit.)" dei videogiocatori.La qualità dei software pubblicati dalla casa Americana è indubbia e riconosciuta a livello mondiale. In questo caso si tratta appunto di sola pubblicazione, in quanto lo sviluppo é a opera degli Arkane Studios. Molti li ricorderanno per Bioshock 2, personalmente li ricordo per Arx Fatalis (un GDR in prima persona molto atipico, sia come ambientazione che come sistema di gestione della magia del 2002), in quanto la partecipazione dello studio nello sviluppo del seguito di uno degli FPS più belli che ricordi è solo marginale: il gioco risulta opera di 2K Marin.
I "nostri" hanno preso l'idea che era struttura portante di quel piccolo capolavoro che  risponde al nome di Thief: the Dark Project, ovvero quello di un gioco stealth in prima persona in un ambientazione steampunk. Questa ambientazione è rappresentata con uno stile grafico che ricorda in maniera impressionante Bioshock (ma dai???), nei volti dei vari personaggi e nell'architettura volutamente Vittoriana, anche se in questo caso tutto il gioco si svolge in superficie. La trama è una delle più classiche: la Vendetta. Il nostro eroe (Corvo Attano...non ho idea di come possa suonare "figo" ad orecchie anglofone un nome del genere, ma soprassediamo...),Lord Protettore dell'Imperatrice di Dunwall ( città in cui si svolge la storia), viene ingiustamente accusato, al suo ritorno a casa dopo mesi in missione per cercare di scoprire il motivo dell'epidemia di peste che attanaglia l'Impero, dell'omicidio dell'Imperatrice e del rapimento di sua figlia. Come dicevo poc'anzi, trama classica.
Ma come può allora un gioco che:
1) non ha uno stile di gioco originale
2) non ha un'ambientazione originale
3) non ha una trama originale
a essere indicato come Game Of The Year (personale eh) per il 2012?
Semplice.
Per fare un capolavoro non servono SOLO le cose elencate nei 3 punti sopra. Serve anche far BENE quelle tre cose. E quindi Dishonored fa bene quelle tre cose che però non sono originali? No.
Fa DANNATAMENTE BENE quelle tre cose che non sono originali.
Ricollegandomi alla frase iniziale dell'articolo, direi che la critica si potrebbe muovere anche al titolo in questione: è bello ma non originale, quindi criticabile. Vero, ma in parte. Perchè laddove non c'è originalità subentra quella che si chiama INNOVAZIONE.
In Dishonored la libertà di azione la fa da padrone. Troppo spesso ci siamo trovati a giocare dei titoli in cui veniva esaltata l'intelligenza artificiale e l'ampia varietà di scelta per ogni situazione ma in realtà, pad in mano, le opzioni a nostra disposizione si rivelavano sempre uguali e sempre noiose (dopo un pò). Ecco, in questo caso niente potrebbe essere più lontano dalla verità. Sebbene le "zone" esplorabili nel corso dell'avventura siano ridotte a 6, queste si presentano enormi e con innumerevoli percorsi/approcci diversi per raggiungere l'obiettivo principale. Percorsi/approcci che si moltiplicano se rapportati ai vari obiettivi secondari presenti nel corso della missione. La possibilità di poter entrare in quasi tutti i palazzi presenti nella mappa amplifica enormemente il nostro "raggio d'azione", e tramite l'uso ragionato dell'equipaggiamento di Corvo e dei suoi poteri (legati ad una misteriosa religione) ci offre una scelta molto ampia di "strumenti" per compiere la nostra vendetta.  La non elevata longevità (personalmente l'ho finito in 15 ore circa) viene in questo caso compensata da un'altissima rigiocabilità garantita dai diversi percorsi e dai diversi approcci, uno letale e uno non letale, per ogni missione. A questo aggiungiamo il fatto che il mondo di gioco "maturerà" in base alle nostre scelte: utilizzando un approccio violento, la città di Dunwall sprofonderà sempre più nel Caos: i cadaveri che inevitabilmente lasceremo sul nostro cammino contribuiranno al difondersi della peste, con conseguente aumento dei malati (in questo caso chiamati Piangenti) e con l'aumento delle forze dell'ordine come "risposta" all'aumento dei malati, per mantenere l'ordine, rendendo quindi tutto più difficile. dall'altra parte, utilizzando un approcio stealth non ci sarà l'aumento dei malati e l'aumento delle guardie, ma quelle presenti saranno molto più attente ad ogni singolo rumore/ombra sospetta. Tutto questo darà vita quindi a finali diversi in baso allo stile di gioco utilizzato. In entrambi i casi si tratta di un'impresa ardua.
Tecnicamente ci troviamo davanti un comprato grafico impressionante. E' strano come un character design "fumettoso" riesca a rendere benissimo in un gioco tetro e cupo, un pò come capitato con Kingdom Of Amalur: Reckoning , senza rovinarne l'esperienza.
La rappresentazione della città è un chiaro omaggio al cinema Steampunk degli anni '60/ '80, sia a livello grafico che a livello di "atmosfera", con una netta divisione tra il ceto medio/nobile e quello dei disadattati (in questo caso i malati). Il comparto sonoro è praticamente inesistente, scelta secondo me azzeccata in quanto permette al giocatore di sfruttare a pieno l'ambiente e i suoi rumori per progredire nel gioco. Tutto quello che bisognava dire sul gioco (grafica e tipologia) è stato detto. Non è stato fatto niente per convicere chi legge che ci si trova davanti ad un nuovo punto di riferimento "tecnico", anche pechè non corrisponderebbe a verità. Ok, il motore grafico utilizzato è l'ormai onnipresente Unreal Engine 3, e tutti siamo consapevoli di quello che può offrire. Ma Dishonored non è un gioco "bello da vedere", per quanto ci si trovi davanti un titolo che certo non sfigura (forse solo qualche piccolo ritardo nel caricamento delle texture a inizio livello, ma è una cosa sorvolabile, non siamo ai livelli quesi indegni di Dead Island)...Dishonored è un'esperienza.
Ed è un'esperienza da fare assolutamente. Riesce là dove molti prima di lui hanno fallito: riesce a combinare una parte "giocata" ad una "ragionata", riesce a renderti consapevole che ogni tua azione ha una conseguenza, e non solo sulla carta, e non ovviamente immediata...un pò come ha fatto The Witcher per quello che riguarda il mondo degli RPG, ti pone davanti a delle scelte che poi ti portano inevitabilmente a dover compiere altre scelte, un una ramificazione che spesso e volentieri ti porta ad un risultato ben diverso da quello che ci si era prefissati all'inizio. E fa smadonnare...e tanto. Non è un gioco per tutti, la precisione ichiesta, sia in  fatto di tempistica che di "posizione" potrebbero far innervosire più di qualcuno. Ma in caso si riesca a raggiungere il risulttao nel modo programmato, beh, allora la soddisfazione sarà tanta. Così come tanta sarà la voglia di ripetere la missione per provare a fare scelte diverse. Ed è tutto questo che rende il gioco meritevole di considerazione: perchè inanzitutto DIVERTE. In secondo luogo non inventa niente, vero, ma prende spunto e rende il tutto PERFETTO. Ho riscontrato solo un piccolo difetto, ma non son sicuro che sia colpa del gioco: durante la penultima missione mi son trovato a dover fare una strage, vista l'immensa mole di guardie presenti nella mappa...e nonostante abbia tenuto per tutto il gioco un approccio decisamente furtivo, con pochissime uccisioni e pochissimi allarmi, mi son trovato ad affrontare l'ultima missione in condizione di "Caos Alto", come se avessi fatto una carneficina sin dalla prima missione. Ok, avrei cmq intrapreso anche quello stile in una seconda partita per poter assistere a tutti i finali e per sbloccare determinati obiettivi ( la recensione si basa sulla versione per Xbox 360), ma se avessi saputo che sarebbe andata a finire così avrei evitato di estinguere la mia scorta personale di calendari (sapete, non ricordo tutti i nomi dei Santi eheh).
Alla fine non sono stato di parola, la recensione è venuta lunga come al solito, ma stavolta son convinto di aver usato anche troppe parole per descrivere quello ceh in realtà è troppo difficile da descrivere...citando il Dr. Manatthan son state parole "necessarie come la fotografia dell'ossigeno a chi sta soffocando"...ma chiudo cone le ultime, questa volta necessarie: tenete d'occhio questo titolo, anche se non avete intenzione di giocarlo/comprarlo...perchè ho come il sospetto che ne sentiremo  parlare a lungo. Forse proprio come GOTY 2012.



VOTO: 9      
                                                                                                                                        Rhaxs

4 Commenti:

  1. ho letto in home ed ero curioso di leggere le tue impressioni sul gioco,a fine pagina poi c era scritto saranno 4 parole... g.o.t.y,al che pensavo che pigiando continua a leggere avrei trovato una tabella con dei valori numerici e qualche foto...invece fiumi di parole come al solito!
    scherzi a parte,ottima rece :)
    sul fatto che un gioco da 60-70 euro debba durare 15 ore però,anche se rigiocabilissimo,da old gamer non riesco ad abituarmici,poi per carità,ho finito eternal darkness 3 volte per vedere un filmato di 5 secondi ed un screen con 3 righe di testo,quindi i finali differenti per me sono un ottimo motivo di aggiungere ore al totale...scusate,piccola divagazione :) chiudo>!

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    1. Non capisco l'old gamer...cioè vorresti giochi puù lunghi, a prescindere dalla rigiocabilità? (che in questo caso non si riduce ai soli filmati finali eh...)

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  2. old gamer nel senso che quando ero giovane i giochi avevano una durata media maggiore,a prescindere dalla rigiocabilità.

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    1. Appunto: quindi da "old gamer" vorresti una longevità del genere? eh, ti capisco...anche se cmq le cose non son cambiate di tanto..in realtà son cambiati i generi..la longevità dei plòatform è rimasta identica, così come quella degli RPG...è proprio il discorso dell'action che, con la modifica delle visuali è cambiata...certo che un Soul Reaver non si poteva certo definire "corto" però xD

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