lunedì, giugno 24, 2013
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Folle.

Credo che questa parola possa riassumere egregiamente il titolo in questione, Shadow of the Damned infatti, è qualcosa di completamente folle.

Partorito dalle menti di Suda 51 e Shinji Mikami, Shadow of the Damend ti porta in un mondo bizzarro, estremo e completamente surreale.
La trama di fondo è la più classica immaginabile: salvare la propria donzella in pericolo.
Il protagonista Garcia Hotspur, ardente cacciatore di demoni messicano, dovrà vedersela con il Signore degli Inferi, rapitore della sua amata Paula, ed entrare nel mondo dei demoni mettendo a ferro e fuoco tutto ciò che incontra. Compagno di questa sua avventura sarà Johnson, un eccentrico teschio che guiderà Garcia nei  meandri degli inferi tramutandosi in una torcia o addirittura in armi da fuoco sopra le righe.

Garcia e Johnson


Shadow of the Damned è affascinante, le ambientazioni rispecchiano uno dei lati più riusciti del gioco, visiteremo foreste, villaggi, città moderne, tutte rivisitate e condite squisitamente da dettagli cupi, grotteschi e paranormali, gli inferi non sono mai stati così esaltanti.

Generalmente il gioco è uno sparatutto in terza persona con qualche fase platform e qualche enigma sparso qua e là per spezzare sapientemente i ritmi di gioco; i nemici che si affronteranno inizialmente saranno pressoché semplici da abbattere, ma man mano che si proseguirà il gioco bisognerà essere cauti con il grilletto ed usare un po' d'ingegno, abilità e l'arma giusta per abbatterli, soprattutto per i boss di fine livello, tutti con un punto debole da colpire.

Le fasi shooting non eccellono per freneticità, il protagonista infatti è molto legnoso e avremo non poche difficoltà a mirare nelle situazioni più concitate del gioco, complice anche una telecamera con inquadratura alle spalle stile Resident Evil 4 che rende complicato la visuale a destra e a sinistra del protagonista.

Ciò che spinge a giocare Shadow of the Damned è la curiosità. Il gioco trasuda talmente tanto stile e originalità che siamo come infatuati da ciò, e così proseguiamo l'avventura facendo a pezzi non morti con gli stivali, sparando con il "Big Boner", nutrendo fastidiosissimi neonati con bulbi oculari e cervelli  mentre Johnson spara qualche battuta sessualmente ambigua.

Il super dotato Big Boner

L'accompagnamento musicale è stato scritto e diretto niente meno da Akira Yamaoka, leggendario compositore di Silent Hill, in effetti ci sono molte somiglianze con i suoi lavori precedenti, ma comunque spiccano varie track di genere rock, metal e country messicano tutto piccante e frizzantino.

Per concludere, Shadow of the Damned è un prodotto atipico, originale e ricco di humor, per chi vuole godersi di un'avventura fuori dagli schemi tipica di Suda 51, questo gioco è un ottimo passatempo, ovviamente non è privo di difetti, le fasi shooter sono grezze e non molto riuscite, anche se stilisticamente è ottimo risulta qualche magagna grafica e rallentamenti nel caricamento delle texture, in più l'interazione con l'ambiente è un po' spoglio, giusto qualche barile o cassa da sparare per trovare proiettili o energia, a livello di carattere si poteva aspettare un po' di più dallo stesso protagonista, ma forse è proprio l'essere messicano che lo rende così, chi lo sa?

VOTO: 7,5

                                                                                                                                           

                                                                                                                                    Mastik22


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