martedì, giugno 04, 2013
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Eccoci alla recensione del reboot di una delle saghe più famose di tutti i tempi, che ha creato un genere, capostipite di innumerevoli action in terza persona a partire dalla primia playstation fino ai giorni nostri.
Diciamo le cose come stanno: la nostra eroina ebbe un successo clamoroso negli anni 90 con un primo titolo a dir poco rivoluzionario, seguito a ruota da un sequel ancora migliore. Dal terzo capitolo, comincia a sentirsi qualche scricchiolìo: meccaniche sempre uguali, pochissime novità, sensazione di giocare dei capitoli di uno stesso gioco piuttosto che dei seguiti sempre nuovi (qualcuno ha detto Assassin's Creed?).
Qualche anno fa, a cavallo tra playstation 2 e playstation 3 (ma anche xbox360) Ubisoft ha provato a riportare in auge il suo personaggio principale grazie a un'ottima trilogia, anche se lontana dall'eccellenza di un tempo.

Fatta questa piccola premessa, andiamo ad analizzare questo reboot: Ubisoft ha deciso di dare un taglio al passato e ridare lustro al suo personaggio principale svecchiando completamente le meccaniche base, ammiccando alle caratteristiche dei diretti concorrenti (che poi sarebbe uno: Uncharted), portando insomma il titolo ai giorni nostri.
La storia comincia con una giovanissima Lara, ingenua e spregiudicata, imbarcata sulla nave Endurance insieme a una squadra di scienziati e marinai alla ricerca dei resti di una misteriosa civiltà chiamata Yamatai celata in una porzione di mare del Giappone chiamata triangolo del Drago (che fantasia.....) alle prese con continue e misteriose tempeste. Proprio in prossimità della meta, una terribile burrasca spacca in due la nave facendola incagliare in prossimità di una misteriosa isola e sbalzando l'intero equipaggio al di fuori.


Qui cominciano i guai: nemmeno il tempo di capire cosa è successo che veniamo rapiti e imprigionati da quella che sembra una vera e propria setta satanica. Una volta appesi a testa in giù, l'avventura della bella Lara ha inizio.....



Stop con la trama, passiamo al gioco vero e proprio.
Il sottoscritto deve ammettere di non essere mai stato un grandissimo fan della Lara Croft di un tempo, ma di essere un grande estimatore della serie Uncharted: ovvio pensare che se questo reboot (che poi è anche un prequel di tutta la saga) avesse attinto a piene mani dal titolo Naughty Dog avrebbe sicuramente attirato il mio interesse, e così è stato.
La prima cosa che salta all'occhio è la cruenza delle sequenze iniziali: al di là del disastro della nave incagliata (cosa già vista e prevedibile dall'inizio), non ci si aspetta proprio di trovarsi di fronte corpi mutilati, crocifissi, candele rituali poste in un certo ordine......insomma, quasi un film horror.
La crescita della nostra eroina avviene in maniera esponenziale: da timida ragazzina impaurita arriveremo a fine gioco con un cinismo e una cattiveria degno del migliore Indiana Jones.
Graficamente il titolo è ottimo: ottimi gli effetti di luce, la cura dei dettagli, i particolari (la giungla, l'acqua, l'atmosfera tetra). Francamente, nulla da invidiare alle migliori produzioni del momento.



Abbiamo parlato del paragone con Uncharted: potremmo discutere ore e ore su chi ha copiato chi e cosa, di sicuro la serie con protagonista Natan Drake ha svecchiato il genere introducendo le sparatorie e coperture in stile Gears of War e un certo taglio cinematografico al tutto. Nel titolo Ubisoft viene ripreso tutto questo: i colpi di scena, le scene da film improponibili nella realtà, le sparatorie sono all'ordine del giorno.
Siamo quindi di fronte a un clone di Uncharted disponibile anche per Xbox360? Ebbene no, ci sono differenze sostanziali.
Anzitutto parliamo del sistema di armi: avremo a disposizione nel corso di tutta l'avventura non più di 4-5 tipologie di armi. Il fidato arco, la classica pistola, il fucile, una mitragliatrice automatica e un lanciagranate. La differenza rispetto al titolo Naughty Dog è proprio il sistema di potenziamento delle stesse: in Uncharted si prendeva possesso in continuo di un'arma diversa (abbandonando quella vecchia), qui invece nel corso dell'avventura le armi rimarranno sempre in nostro possesso ma verranno mano a mano migliorate grazie al recupero di oggetti e di punti esperienza. Lo stesso personaggio avrà una sorta di sistema di crescita e di avanzamento delle abilità che migliorerà graduatamento caratteristiche come resistenza, capacità di uccidere, sopravvivenza.




Molto spazio viene dedicato anche all'esplorazione: oltre ai classici oggetti antichi da collezionare (presenti anche in Uncharted) abbiamo anche la possibilità di saccheggiare le varie tombe presenti sull'isola, chiaro richiamo ai vecchi Tomb Raider. Queste fasi saranno caratterizzate da piccoli enigmi (non molto difficili a dire la verità) e fasi platform.
Anche le sequenze platform sono notevolmente differenti: oltre alle classiche arrampicate sulle sporgenze, avremo a disposizione un rampino per scalare determinate pareti oppure ci faremo strada attraversando burroni grazie all'utilizzo dell'arco, conficcando frecce legate a funi e creando ponti o avvicinando a noi particolari oggetti mobili.
L'arco sarà uno degli strumenti più utilizzati di tutto il gioco: oltre alle caratteristiche già citate, sarà possibile creare frecce incendiarie per abbattere determinati ostacoli oppure nelle fasi "stealth" dove silenziosamente conficcheremo delle frecce ben assestate nel cranio dei malcapitati, grazie alla grande precisione che quest'arma ci consentirà.



Presenti gli immancabili quick time event, ormai presenti in ogni titolo: pochi a dire la verità, principalmente quando si tratterà di evitare delle rovinose cadute o di dare il colpo di grazia a un malcapitato tramortito. Niente di troppo invasivo insomma.
Ci sarà anche spazio per diventare dei cacciatori provetti: grazie al nostro fido arco potremo procurarci cibo e materiali vari (oltre che punti esperienza) che incrementeranno sempre più le nostre capacità di sopravvivenza.

La trama, pur non brillando di originalità (la setta presente sull'isola e soprattutto il loro capo ricordano in maniera evidente gli Illuminados di Resident Evil 4, pur non trattandosi di esseri umani controllati da parassiti), scorre via liscia e in maniera molto lineare ma senza quel colpo di scena sensazionale da lasciare di stucco il giocatore.



La longevità è molto buona: siamo intorno alle 12 ore, tutte molto avvincenti e senza il pericolo (lo dico subito) di trovarsi di fronte a un "finto" finale, fortunatamente in questo caso non avremo bisogno di sborsare altri soldi per vedere come finisce realmente la storia.

Parliamo delle note un po' stonate.
Le fasi di combattimento sono ben fatte e appaganti: l'arco ci darà grandi soddisfazioni. Purtroppo la stessa cosa non si può dire delle coperture: certo, non abbiamo un numero di sparatorie paragonabili a Gears of War ma nonostante tutto la nostra Lara può solo accovacciarsi automaticamente dietro un ostacolo, mentre non fa la stessa cosa negli angoli dei corridoi o appesa a una sporgenza come Drake. La cosa non mina di certo la bontà del titolo, ma avrebbe regalato maggiore immedesimazione.
Altra cosa fastidiosa sempre legata alle sparatorie, la mancata possibilità di cambiare "spalla": ci capiterà spesso di dover procedere da destra verso sinistra e vedere la protagonista che goffamente verrà esposta al fuoco nemico.



Pochi quindi gli aspetti negativi di un titolo di assoluto valore, che mi ha trascinato dall'inizio alla fine come pochi titoli hanno saputo fare. Ubisoft ha riportato ai fasti di un tempo il suo brand più famoso, creando le basi per altri capitoli verosimilmente giocabili sulla next gen.
Consigliato a tutti gli amanti del genere: a chi ha amato Uncharted e vorrebbe provare una variante più "survival" e ai possessori di xbox360 che probabilmente erano privi di un esponente del genere.


VOTO FINALE: 9

3 Commenti:

  1. ottima rece...credevo non lo avessi ancora finito :)
    e soprattutto ottimo ritorno di lara,con meno zinne,ma più qualità :)

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    1. L'ho finito nel giro di 4-5 giorni con grande entusiasmo.
      Raramente un gioco mi coinvolge a tal punto..

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  2. Complimenti a Tomb Raider di UBISOFT!
    LOL a questa recensione fatta coi piedi di un titolo universalmente riconosciuto da tutti come mediocre. LOL @ 9.

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