domenica, dicembre 08, 2013
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La trama vede un ragazzino che, durante una notte piovosa, scorge in strada la sagoma (trasparente ed evidenziata solo dall'acqua che la colpisce) di una sua coetanea che sfugge ad un mostro gigantesco (l'Oscuro). Con coraggio il ragazzo scende in strada per prestare aiuto ma, all'inseguimento del mostro e della sua preda, oltrepassa un portale che lo rende incorporeo come la fanciulla. Inizia così la sua avventura per trovare la ragazza, salvarla dai mostri che popolano questo mondo parallelo e recuperare la propria fisicità.

Il gioco, un'esclusiva Ps3 scaricabile dal PSN, si presenta in stile "Ico", ma a differenza del capolavoro di Fumito Ueda in questo Rain non esiste esplorazione perchè il percorso da compiere è lineare (cosa che abbassa notevolmente il livello di difficoltà del gioco).
Si muove il personaggio con la levetta analogica sinistra, con il  si corre, con ila X si salta, con il O si interagisce con l'abiente (spostando/raccogliendo/lasciando/usando oggetti o aiutando la ragazzina a compiere alcune azioni come issarsi su una sporgenza).

Come dicevo il percorso è lineare ed è impossibile superare anche il minimo ostacolo nonostante un saltino permetterebbe di farlo; si deve quindi seguire un percorso obbligato dove spesso la strada è bloccata da creature mostruose ed incorporee (simili agli alieni del film di "Final Fantasy Spirit Within"), che bisognerà evitare/aggirare (non si combatte, si scappa solo) rendendosi invisibili posizionandosi sotto una copertura capace di bloccare la pioggia (balcone, portico, etc.) oppure distraendole (suoni e oggetti, ma anche facendole interagire con altre creature). Ovviamente bisogna porre attenzione a non far rumore (anche se invisibili urtare una bottiglia potrebbe allarmare i mostri) ed a non sporcarsi di fango i piedi, cosa che ci rivelerebbe (le pozzanghere pulite o le cisterne delle fontane eliminano comunque la sporcizia).

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Il movimento nell'invisibilità solo in alcuni casi confonde (più che altro a causa della telecamera fissa), possiamo sapere infatti dove si trova il protagonista osservando o le impronte bagnate che appaiono al suo muoversi o i piccoli sbuffi d'acqua/polvere dovuti al pestare dei piedi.

Gli enigmi che si incontrano sono semplicissimi e se non si trova la chiave per sbloccare la porta poco distante da essa, spesso il percorso e gli oggeti da usare sono segnalati da luci o da un movimento della telecamera (un mini filmato fatto con il motore del gioco).

Il gioco è suddiviso in 8 capitoli in cui solo la musica (piano e organetto/fisarmonica) ed il rumore incessante della pioggia ci fanno compagnia.
La voce narrante è affidata a scritte che appaiono su schermo inserendosi nell'ambiente (un po' come i titoli che vanno di moda nei recenti telefim), purtroppo in alcuni momenti di maggiore azione risulta impossibile concentrarsi sulle scritte, ma questo non pregiudica assolutamente il gioco visto che spesso si tratta solo di frasi che ribadiscono quanto il giocatore sta compiendo (come se fossimo in una favola).

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Fino al 6° capitolo il voto che avrei dato al titolo era 7 su 10, più che altro per l'atmosfera che si respira: una città europea con architettura di fine '800 / inizi '900 dove le uniche luci provengono dai lampioni, mentre le finestre delle case appaiono buie conferendo un'aura di irrealtà lovecraftiana al tutto.

Ma con i capitoli 7 ed 8 (il 7 è il migliore) ci si trova catapultati un un mondo ancora differente, oscuro e contorto come le visioni dell'artista Escher. La componente emotiva nel giocatore prende il sopravvento (è qui che ritroviamo l'apprensione che ci accompagnava in "Ico" quando Yorda era in pericolo) e ci si ritrova a correre in un ambiente sì lineare, ma anche caotico, in cui il rischio di trovarsi in un vicolo cieco è sempre presente.

Una corsa contro il tempo ed alcuni colpi di scena gravano sul giocatore che fino alla fine si convince che il lieto fine non sia contemplato dal titolo.

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Queste ultime riflessioni mi portano ad alzare il voto ad 8.5 su 10; siamo certo ben lontani da "Ico" (titolo con cui è impossibile non fare un confronto) a causa di un'eccessiva linearità/semplicità senza la quale il titolo avrebbe guadagnato senza problemi un punto in più.
Ovviamente il voto è influenzato anche dal costo del gioco, che è di soli 12.99€ (un prezzo pieno, in linea con le uscite retail, sarebbe invece stato eccessivo per la sfida offerta e per la durata del titolo).



RECENSIONE DI DarkSchneider

5 Commenti:

  1. La narrazione che evidenzia ciò che il protagonista compie mi ricorda Bastion, ottimo titolo scaricabile su Steam. L'idea della pioggia che rivela i personaggi altrimenti invisibili se "al coperto" mi pare davvero geniale. Una bella recensione, mi chiedo se come in Ico anche qui i nemici siano degli infami insopportabili che sbucano fuori nei momenti meno opportuni!

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    1. Generalmente i nemici sono visibili (come delle sentinelle che si muovono avanti e indietro pattugliando un'area), in alcuni casi spuntano fuori dal nulla (cosa che fa spesso l'Oscuro) ed inseguono il protagonista a cui tocca fuggire cercando un riparo od un'area non raggiungibile dai/l mostri/o. E' in queste fughe che risulta impossibile seguire i titoli a schermo.

      Alcunni mostri non sono aggressivi e, come i giganteschi dinosauri erbivori che ricordano, non attaccano il giocatore, ma anzi forniscono un utile riparo dalla pioggia per scappare dai nemici pericolosi.

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  2. aaah, questo sì che mi piace! l'avevo già adocchiato fra le anteprime quest'estate e non mi sbagliavo dunque a riguardo ;)

    un altro meritevole dovrebbe essere The order e anche Quantum break ;)

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    1. non so se hai seguito anche qui sul blog ma personalmente ne ho parlato diverse volte,che il concept e la parte artistica fossero interessanti lo si è capito fin da subito.
      anche il filmato di presentazione del concept del gioco ha qualcosa di poetico.....
      come anche il concept trailer di sadness Wii...............

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  3. no non l'avevo visto, mi sono iscritta da poco qui ;)

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