giovedì, maggio 29, 2014
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Insomma, chi non conosce Portal? Anche il meno informato vi dirà "ah si, il gioco dei portali, la torta è una menzogna!". Ecco, ci siamo capiti. Portal è stato oltremodo incensato in questi anni come una nuova venuta del Messia, un gioco del tutto rivoluzionario e geniale nel genere puzzle. Il successo del primo capitolo, sviluppato da Valve ed uscito nel 2007 su PC, PS3 ed Xbox360, ha portato alla pubblicazione di un secondo capitolo, chiamato semplicemente Portal 2, uscito nel 2011 sempre per PC/Ps3 ed Xbox360.
Il vostro Kerbs quindi, incuriosito, ha deciso di provare a sua volta questi giochi per capire cos'abbiano di tanto speciale. Se non li avete giocati, sappiate che c'è qualche spoiler minore. Intanto, il trailer

Bene, un'immagine vale più di mille parole, ed il trailer dovrebbe esser stato sufficientemente esplicativo. In Portal si usano i portali per risolvere puzzle e raggiungere l'uscita delle varie Camere di Test. La Portal Gun può aprire due portali comunicanti su ogni superficie, all'infuori di quelle appositamente "impermeabilizzate". Sfruttare le proprietà dei portali è fondamentale per raggiungere punti altrimenti inaccessibili, recuperare oggetti essenziali per la risoluzione degli enigmi, tra cui i Blocchi Aperture, e via dicendo.
Saltare in un portale da una grande altezza ci farà uscire dall'altro portale alla stessa velocità, aprire un portale di fronte ad un emettitore energetico ed un altro di fronte al ricevitore energetico ci permetterà di attivare il meccanismo ad essi collegato. Una cosa che ho notato giocando è che Portal è molto simile ad un libro giallo. Se nei gialli, semplificando, il detective arriva sulla scena del crimine, individua il cadavere, l'arma del delitto ed i vari indizi per poi dedurre chi sia l'assassino, in Portal si entra in una camera test, si individua l'uscita e si inizia a ragionare con gli elementi presenti nella camera per capire come raggiungerla ed aprirla.
E questo è molto divertente, Portal permette al giocatore che impersona Chell, una cavia, di ragionare in un modo mai visto prima nel mondo videoludico, al fine di risolvere i test via via più complicati che si troverà di fronte. In Portal non ci sono "trucchetti" o colpi bassi, tutto vi viene messo di fronte fin da subito e sta a voi ragionare sul come risolvere il test.

Una delle Camere Test. Vedete quei tasti rossi?
Richiedono d'esser tenuti premuti nello stesso momento
per aprire la porta. A voi il capire come.
Ad accompagnare poi il giocatore lungo i vari test ci sarà la voce di GLaDOS, che attraverso le telecamere sparse in ogni camera dei laboratori Aperture Science osserverà tutto quello che faremo, spiegandoci come funzionano tutti i vari elementi del gioco. E proprio GLaDOS merita una menzione speciale. Nonostante Portal non vanti una trama particolamente elaborata o personaggi di qualsivoglia tipo, GLaDOS si rivela essere un personaggio davvero interessante. I suoi dialoghi, freddi e asettici, strapperanno qualche sorriso durante i vari test ai quali parteciperete. Da evidenziare poi come la cantante Ellen McLain abbia doppiato GLaDOS, ruolo che le ha fatto anche vincere dei premi.
Valve ha fatto un buon lavoro, facendo sentire il giocatore veramente intrappolato in un impianto di ricerca all'avanguardia e lasciando che si chieda "ma che ci faccio qui?", mentre scopre antri segreti e messaggi nascosti. E dai punti positivi andiamo a vedere cosa non funziona in Portal. La trama prima di tutto, il  "cosa ci faccio qui?". Tutto è molto fumoso e poco delineato, e se da un certo punto di vista alimenta il mistero che circonda i laboratori Aperture, dall'altro rende chiaro come non ci sia una storia ben delineata dietro, soprattutto una volta giunti alla fine.
A volte guardare in un portale dentro un portale
dentro un portale è come recitare la filastrocca
"alla fiera dell'Est"
Il giocatore è libero quindi di interpretare come vuole gli avvenimenti ed immaginare cosa possa esser successo. Altro problema è la longevità. Portal è breve ma intenso. Il gioco lo si finisce davvero in poco tempo, attraversare 19 camere test non impiega più di qualche ora. Ci sono si le Sfide, ma alla fine sono semplicemente le camere test del gioco con qualche limite di tempo o di portali utilizzabili. Se quindi Portal eccelle come idee e divertimento, è carente in trama, personaggi e longevità.
Come grafica e sonoro è ok. Certo, si vede che è abbastanza sperimentale come gioco, non è dettagliato come un Metroid Prime, ma come musiche va decisamente bene. La colonna sonora è molto ambient e aggiunge quel tocco in più ai laboratori, rendendoli ancora più misteriosi.

I'm making a note here: Huge Success (?)
Finito il gioco quindi il vostro recensore è rimasto leggermente perplesso. Sicuramente il gioco ha i suoi pregi, con un'ottima ed innovativa idea di base, ma di certo non è nulla per cui perdere la testa. Per questo primo capitolo il voto globale è 8,  ripartito su un 10 di concetto, 7 di grafica, 7 di sonoro, 5 di longevità e 6.5 di trama (salvata più che altro dalla presenza di GLaDOS) e dando maggior peso all'idea. Dato che  lo si trova a prezzi molto bassi, specialmente su steam, lo consiglio vivamente a tutti, anche perchè giocandolo si apprezza maggiormente il secondo capitolo.
E ci diamo appuntamento proprio per la recensione di Portal 2, nella quale vedremo se Valve ha deciso di prendere quanto c'era di buono in Portal ed espanderlo oppure se ha preferito grattarsi la pancia e proporre un pigro sequel.

2 Commenti:

  1. Meno male,allora! Pensavo di essere uno dei pochi ad essere rimasto perplesso da Portal, esaltante all'inizio,ma alla lunga un pò noioso.Come hai detto bene il gioco ha molti pregi,ma secondo me manca nel motivare ad arrivare alla fine.

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    1. Si, io ero mosso più che altro dalla voglia di risolvere i test e mi divertivano le varie frasi di GLaDOS, ma di certo non è un gioco con un gran mordente sul lungo periodo. Vale sicuramente la pena per qualche euro, ma nel 2007 già farlo pagare più di 20 euro sarebbe stato troppo. Per l'appunto, dato il prezzo basso non si può non comprarlo ora. Per il 2 invece il discorso cambia, ma ne parlerò nella prossima recensione :)

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