giovedì, marzo 12, 2015
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Nel 2005 usciva per PS2 il nuovo titolo del Team Ico: Shadow of the Colossus. Un gioco che ha lasciato il segno durante la sesta generazione, ed ancora oggi viene ricordato come uno dei più grandi titoli del suo tempo. Su PS3 è poi uscita una collection contenente sia Ico che Shadow of the Colossus, tirati a lucido in versione HD. Premetto che io ho giocato a quest'ultima versione, non riuscendo a reperire una versione per PS2 del gioco.
Questa retrorecensione non contiene spoiler, a meno che per voi il fatto che in questo gioco si affrontano Colossi sia una novità.


Il gioco si apre con Wander, il protagonista, che si reca nelle Terre Proibite con il suo destriero Agro. Giunto nel Santuario, posa sull'altare il corpo di una fanciulla. Lì viene contattato da Dormin, una divinità dei tempi antichi, che Wander stava cercando proprio per chiedergli di riportare in vita la ragazza.
Dormin, notando che il guerriero porta con sè una spada a lui nota, accetta di aiutarlo, ma in cambio Wander dovrà sconfiggere i 16 Colossi che si aggirano per le Terre Proibite, un continente che è stato sigillato dal resto del mondo. Accettando questo accordo, il giocatore si mette in viaggio verso il primo colosso, che servirà come tutorial per imparare a controllare il cavallo e scalare le prime pareti.
Le Terre Proibite sono immense, senza Agro ci vuole
una vita per muoversi da un posto all'altro
Si, perchè queste sono le attività chiave del gioco: muoversi a cavallo per viaggiare velocemente lungo l'immenso continente e scalare pareti e Colossi.
Vorrei spendere qualche parola sui controlli del cavallo. Per chi è abituato ad anni di Zelda ed Epona, i controlli di questo cavallo sembreranno terribili. In realtà non è solo un'impressione: Agro è un cavallo davvero problematico da controllare visto che ha solo due velocità di marcia: lento e velocissimo. Con la prima tantovale andare a piedi, con la seconda il problema vien fuori non appena dovrete passare dentro a qualche canyon, dove Agro non farà altro che fermarsi di colpo perchè ha accidentalmente sfiorato qualche parete o sassolino, facendovi perder tempo per rimetterlo in movimento (tuttavia premendo contemporaneamente giù con la levetta sinistra ed il tasto assegnato al cavallo potrete fare una partenza rapida). C'è tutta una serie di trucchetti che si possono fare a cavallo, come stare in piedi sul dorso di Agro mentre galoppate o appendervi su un lato, ma la maggior parte di essi alla fine sono totalmente inutili ai fini del gioco.
Dovrete correre su quella spada se volete sconfiggerlo. E trovare
un modo per rompere la sua armatura.
Passando alle scalate, qui si nota il cuore del gioco. Bisogna sconfiggere degli esseri che, salvo qualche eccezione, sono alti come dei condomini da 10 e più piani. Wander ha un indicatore della resistenza, che si consuma mentre stiamo aggrappati a qualcosa e che si rigenera da solo nel tempo. Questo indicatore, assieme a quello della vita, si può espandere come vedremo più avanti.
Come si affronta un Colosso
I combattimenti contro i colossi sono il fulcro di Shadow of the Colossus, e sono tremendamente coinvolgenti ed appaganti per il giocatore. Una volta localizzata e raggiunta l'arena del Colosso, vedremo una cutscene che ci mostrerà una panoramica della zona, dopodichè una volta arrivati in prossimità del Colosso, inizierà la battaglia vera e propria.
Per alcune battaglie Agro sarà molto utile per
garantirci un vantaggio in velocità
Alzando la spada verso il cielo potremo rivelare i punti deboli del Colosso, segnati da degli intricati sigilli luminosi. A questo punto bisogna capire come raggiungerli. Ogni colosso ha il suo modo di attaccare, di muoversi (in cielo, terra o acqua) ed i suoi punti deboli, e per raggiungerli dovremo ogni volta imparare a sfruttare i momenti in cui il colosso resta "scoperto", oltre ad avvantaggiarci degli elementi che ci offrirà il campo (rovine in cui nasconderci, pedane e altro). Una volta trovato un appiglio sfruttabile sul corpo del gigante, che sia pelliccia o roccia, ci aggrapperemo ad esso ed inizieremo la scalata verso il sigillo luminoso. Una volta "a bordo" la vita non è tutta rosa e fiori: il Colosso si dimenerà per farci cadere. Come se non bastasse, non possiamo restare aggrappati all'infinito: l'indicatore della resistenza ci ricorda che abbiamo un tempo di "presa" limitato. Sfruttando le nostre abilità di scalatori, cercheremo di raggiungere il prima possibile il punto debole, od un punto "di recupero" sul colosso. Alcuni di essi hanno delle spalle abbastanza larghe da poterle usare per camminarci sopra e lasciare per un po' la presa, recuperando così resistenza.
Non solo i Colossi sono imponenti: anche le costruzioni
sono davvero titaniche
Ma tenete sempre pronto il tasto per aggrapparvi, altrimenti al primo scossone volerete via. Arrivati al fatidico sigillo (o ai sigilli, alcuni colossi ne hanno più di uno), non resta che colpirlo con dei colpi caricati con la spada, fino alla sconfitta del Colosso. Segue sempre una scena in cui vediamo l'avversario cadere sconfitto, mentre noi ne assorbiamo la forza. Questo potenzia un po' la resistenza e la salute di Wander. Oltre a questo, potremo raccogliere frutta e code di "lucertole iridescenti" sparse per il mondo per poter avere un incremento extra.
Il gioco procede quindi nello stesso modo dall'inizio alla fine: trova il colosso, sconfiggi il colosso. La trama del gioco è narrata tutta nell'intro e nel finale, nel mezzo leggeremo solo le poche cose che ci dirà Dormin prima di indirizzarci al prossimo Colosso.
Nelle terre proibite non c'è altro da fare. Si possono cercare tutte le lucertole e tutti i frutti, ma è un'attività abbastanza noiosa, anche perchè nel mondo di gioco non c'è praticamente musica, solo suoni ambientali. Per il resto si tratta solo di ammirare degli incredibili paesaggi e rovine senza tempo, chiedendosi chi vivesse un tempo in quelle terre e chi abbia costruito tutto ciò. Shadow of the Colossus si rivela così nei suoi limiti. Il mondo di gioco è così un elemento di trama e nulla più, serve per creare nel giocatore la sensazione di essere in un posto in cui non dovrebbe essere, e che non ha nulla da dargli, lasciando quindi al giocatore solo una tela sui cui disegnare la propria, personale, storia del gioco. Una tela forse un po' scarna, se non si ha voglia di fantasticarci sopra. Le battaglie sono invece ciò che rende questo gioco entusiasmante, anche grazie alle musiche usate in modo intelligente a seconda che il colosso ci stia ignorando, seguendo o sia sotto attacco, ed i programmatori hanno così deciso di includere una modalità difficile e due modalità "time attack" (normale e difficile).
Gli scenari sono tutti molto suggestivi
Ma allora si tratta davvero di un gioco che merita tutte le lodi ricevute? Per come la vedo io, Shadow of the Colossus è un esempio magistrale di come realizzare delle battaglie memorabili e ricche di sfida, e in più di un momento mi ha ricordato di quando affrontavo con la stesso entusiasmo i boss di "The Legend of Zelda", dove mi esaltavo ogni volta che scoprivo come sconfiggere l'avversario. Negli ultimi 10 anni queste battaglie si sono perse, ed è difficile trovare oggi dei giochi che offrono delle sfide così coinvolgenti. Per questo Shadow of the Colossus è un titolo ancora valido e degno di nota, e da un certo punto di vista son contento d'averlo potuto giocare solo di recente, permettendomi di rivivere i tempi in cui gli contri con i boss erano davvero qualcosa che ti faceva dire "voglio riaffrontarlo!". Non so voi, ma io nei vecchi Zelda mi tenevo dei salvataggi tattici per riaffrontare quando volevo i boss che mi erano piaciuti di più, e Shadow of the Colossus permette di riaffrontare ogni Colosso quando si vuole attraverso la Modalità Memoria o il Time Attack.
Tirare frecce ad un colosso serve principalmente
ad attirare la sua attenzione, o colpire qualche punto
debole minore. Ricordatevi che premendo il tasto per
inquadrare il colosso e premendo poi assieme quello
per richiamare Agro, potrete fare un fischio che
allerterà il colosso. Servirà in più di un'occasione.
Quello che secondo me però rovina quello che poteva essere un gioco altrimenti perfetto sono in parte i controlli, che in alcuni casi si rivelano scomodi, soprattutto a cavallo, e la totale mancanza di cose da fare al di fuori delle 16 battaglie con i Colossi. Si potrebbe dire, per parafrasare altri recensori di altri titoli, che Shadow of the Colossus sia un Adventure Game Contemplativo.
Se non consideriamo questo però, e guardiamo solo agli scontri, allora questo gioco è una breve ma intensa esperienza che sicuramente vi resterà impressa, senza ombra di dubbio.
Invece di mettere un voto, che alla fine significa tutto e niente, ne approfitto per coniare un nuovo metodo che userò anche nelle
future recensioni: Dovrei giocarlo?
 Dovrei giocarlo?
Si, decisamente si. Nonostante non sia facilissimo da reperire, è un gioco che vale assolutamente la pena giocare almeno una volta. Consiglio di lasciar perdere la ricerca di frutta e simili la prima volta, rompono solo il ritmo del gioco. Affrontate i colossi e fate vedere quanto valete, di sicuro non vi dimenticherete presto di questo gioco. Menzione d'onore per la colonna sonora: 42 tracce memorabili, davvero un peccato che il mondo di gioco al di fuori degli scontri sia "muto".





9 Commenti:

  1. Titolo che si trova nella mia lista della spesa, appena lo troverò ad un buon prezzo sicuro comprerò anche io la collection HD.
    Giochi come Ico o Shadow of the Colossus sono opere estranee al crudo mondo dei videogiochi fatto ormai di numeri e resa grafica, la libertà creativa, soprattutto in questo medium, ormai è pura utopia.

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    1. Si, e questi sono decisamente giochi che puntano molto nel suscitare emozioni nel giocatore, il tutto usando poco scritto/parlato e molto gameplay. In un certo senso in questi titoli vedo quello che Miyamoto diceva per i suoi giochi, dove voleva il giocatore come unico direttore dell'azione. Chissà se il miya se li è giocati, potrebbero dargli un po' di nuova ispirazione visto che dopo tanti anni sembra averla finita.
      Ora me lo sto rigiocando per completare le sfide extra (time attack e hard mode), devo dire che il livello di sfida sale notevolmente. Molto bene!

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  2. Grandissima recensione di un gioco a dir poco orgasmico!
    Sicuramente l'ambientazione è stata messa solo per riempire il gioco d'arte, però un maggior plauso (sì, ulteriore) va alle battaglie coi colossi dove l'ambientazione che ti circonda può essere determinante per la tua intuizione. "L'enigma" che cela il tallone d'Achille per me rappresenta la maggior parte della bellezza del gioco: crea situazioni dove ti esponi, rischiando, offrendoti un'esperienza di gioco coinvolgente e suggestiva. L'intuizione è la base dei colossi, e ti appaga così tanto da rendere, per me, SotC un'esperienza irripetibile.
    Infine: Diglielo a Mastik che le OST superano di gran lunga quelle di Hotline Miami.

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    1. Sono d'accordo! Certi Colossi sono davvero ingegnosi, come il 14esimo che *ATTENZIONE SPOILER PER CHI NON HA GIOCATO* devi far girare per tutta la città antica, facendogli abbattere le torri finchè non gli piove addosso parte delle rovine, scoprendo il suo punto debole.
      L'ultimo poi è stato davvero qualcosa di superlativo, una delle battaglie finali più entusiasmanti e ricche di tensione che si sian mai viste.
      Vedrai che appena Mastik ci gioca si accorgerà della qualità della OST!

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    2. Il mio colosso preferito rimarrà sempre il 15esimo! E riguardo a Mastik: certo, con i suoi gusti può fare quel che vuole, ma un po' di contegno ci vuole sempre perbaccolina.
      Comunque io ho l'edizione speciale per PS2 contenente alcuni artwork, insomma un vero colpo di culo.

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    3. Davvero qualcosa da custodire gelosamente! (o)

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  3. Bravo Kerbs :)
    Questi sono i giochi che ti facevano preferire una console ad un´altra. Di giochi cosí ne avrebbe bisogno la Sony di oggi, che fine hanno fatto questi sviluppatori? è proprio quello che intendevo con la discussione l´altro giorno, vedere quante perle c´erano prima su PS fa pensare che tutto é un po´cambiato, e devi cercare degli indie per avvicinarti a questo genere di esperienze

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    1. Il Team Ico doveva pubblicare The Last Guardian, che sarebbe andato a formare una trilogia con Ico e Shadow of the Colossus. Ma come ben sappiamo, di quel progetto ancora non si sa nulla di certo e son 10 anni che continuano a posticiparlo. E intanto escono valanghe di nulla :-) Attualmente, delle tre console, quella con più offerta a livello di esclusive è WiiU. Questo la dice lunga su quanto stian messe male le altre due...

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    2. era una domanda retorica :-) nel senso "che fine hanno fatto i team talentuosi di Sony?" . Ad oggi se togliamo Naugty Dog, c´é Polyphony che lavora a Gran Turismo, ma gli altri ...spariti. PEccato.

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