lunedì, marzo 09, 2015
6


Ammettiamolo, chi tra di noi, assidui sgrillettatori di analogici e compulsivi palpatori di pulsanti non è stato tentato nell'acquistare un gadget inerente al mondo videoludico.
Tra poster, action figure o magliette mi gioco le palle di Kojima che il vostro istinto da nerd incallito sia stato almeno una volta colpito da un prodotto che non svergina il lettore dischi di una console.


Il tutto è comunque giustificato, soprattutto se viene fatto notare ad altri amici con la stessa passione, che ci fissano con occhi sgargianti mentre noi, tutti soddisfatti, ci sbottoniamo la camicia e mostriamo una maglia di Super Mario, Resident Evil, Metal Gear eccetera eccetera...

Ormai c'è l'imbarazzo della scelta, una vasta gamma di prodotti che ci tentano e che alla fine compriamo, sia per soddisfazione personale, sia nel far notare agli altri quanto lo abbiamo lungo. Ma qui ci troviamo di fronte ad un ragazzo che è andato oltre, che ha infranto la regola "a tutto c'è un limite", che ha abbattuto la parete del sessismo, fiero di ciò che ha fatto ma che comunque, sotto sotto, consapevole di aver fatto una figura di nerd!



Tutto iniziò una domenica di febbraio, decisi di andare con un mio amico a fare spese selvagge di videogames, l'unico luogo abbastanza vicino per andare a sperperare denaro era ad un'ora di pullman dal mio paese, una prassi normale che svolgevo da anni.
Inizialmente deciso di andare in motorino, la tipica nuvola fantozziana annientò le mie speranze; pioveva a dirotto.
Ma la dipendenza videoludica iniziava a farsi sentire, bisognava farsi un'iniezione di videogiochi per endovena al più presto, quindi, per nulla scoraggiato presi l'autobus.
Arrivato a destinazione, entrai finalmente nel negozio, era stranamente affollato, ma non potevo perdere troppo tempo nel commentare sottovoce i gusti personali delle persone, dovevo setacciare, annusare e osservare tutti gli scaffali con sopra esposti i videogiochi, alla ricerca del titolo giusto al prezzo giusto, come quando la mamma ti costringeva il lunedì mattina ad andare con lei al mercato per arraffare quei pacconi di calzini o mutande a pochi euro.

Dopo una perlustrazione chirurgica di vari titoli, finalmente decisi cosa prendere e mi accinsi a fare la fila per la cassa, quando ad un certo punto mi accorsi di una cosa che mai e poi mai avrei pensato di trovare.
A lato della cassa, seminascosto tra portacellulari e pupazzetti vari, scorsi una triforza, un cappello a punta verde, non ci potevo credere, un gadget Zeldoso!

A occhio non avevo ancora capito esattamente cosa fosse: un cuscinetto? Una borsa? Un portaocchiali?
Nulla di tutto ciò.
Lo presi, lo toccai, era liscio al tatto, lo aprii, era un portafoglio di The Legend of Zelda. Mai vista cotanta bellezza racchiusa in un solo oggetto.
Continuai ad osservarlo, lo feci notare al mio amico, lui rimase un attimo interdetto, in realtà lo ero anche io perché quel portafoglio, iniziai a pensare, sembrava nientemeno che un portafoglio...
- Ma è da donna! -
Mi anticipò il mio amico, ma come se non fosse bastato, il commesso prontamente quotò le sue parole.
- Sì sì, è proprio da donna! -

In un attimo decine di sguardi indiscreti mi fissavano, essendo di natura timida, il mio viso in quattro e quattr'otto si infiammò.
Il mio cervello stava flippando, mentalmente iniziai un preludio filosofico shakespeariano, prenderlo o non prenderlo? Un dilemma che alla fine non durò molto, neanche il tempo di accorgermene che ero già uscito dal negozio, con in mano il tanto agognato portafoglio zeldoso.
Ero incapace di giustificarmi, da un lato ammiravo con orgoglio il design dell'oggetto, con un Link variopinto dallo stile simile alle varie sagome dell'Eroe che troviamo in Wind Waker nel castello sommerso di Hyrule, dall'altro lato invece dovevo vedermela con tutti i futuri scontrini da pagare, perché sì, questo portafoglio è diventato il mio nuovo e ufficiale contenitore di banconote, spiccioli e cartuscelle varie, ma sapete una cosa?
Tutto sommato, i portafogli da donna sono comodissimi, l'unico neo è che non entrano nelle tasche dei pantaloni, ma chissà, forse un giorno vi scriverò di come ho acquistato una borsetta di Peach.

















6 Commenti:

  1. Dove si arriva per giustificare i propri orientamenti sessuali... e ti parla uno che ha la tua stessa maglietta! :-)
    Oggettivamente è un bell'oggetto, anche perchè è ispirato a ww ;)

    RispondiElimina
  2. Occhio ai locali che frequenti... potresti ricevere attenzioni non gradite!! =))

    RispondiElimina
  3. L'avevo visto quel portafogli in un negozio! Io però ho preferito quello dedicato a Twilight Princess (da uomo :-) ). Beh, è comunque un bell'oggetto :)
    Aspetto con trepidazione l'articolo sulla borsetta di Peach, quella sarà molto più tosta da giustificare :-)

    RispondiElimina
  4. Tesoro, quel borsellino senza tacchi da 15 cm e calze a rete é sprecato =))
    Platinette

    RispondiElimina
  5. Se non compro da internet, oramai le cose eccentriche le compro con la scusa : -eh,me lo ha chiesto mio\a figlio\a,,,,,,, altrochè sfruttamento minorile

    RispondiElimina
  6. sarò onmesto,lo spunto del pezzo mi piace molto,ma l articolo in se fa cagare....voglio dire,che ce ne frega a noi che tu compri cose affemminate,lo sapevamo già,l unica cosa bella,ossia le reazioni delle persone che ti vedono pagare armeggiando con quel coso non le racconti.
    Insomma....fai la versione estesa e raccontaci degli insulti che ti sei beccato o di quanto ridono le ragazze quando ti vedono pagare con quell arnese :asd:

    RispondiElimina