mercoledì, maggio 13, 2015
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Soffermiamoci un attimo sulla foto, che mostra 3 simpatici ragazzoni dagli occhi a mandorla.
Chi naviga nelle acque videoludiche da diverso tempo avrà già intuito chi sono questi 3 moschettieri del Pacifico, partendo da sinistra abbiamo Hideki Kamiya, Hideo Kojima e Shinji Mikami.
Ma cosa hanno in comune questi simpatici signori?

Sono tutti creatori e sviluppatori di famosissime saghe videoludiche che almeno una volta nella vita abbiamo giocato; Metal Gear (Kojima), Devil May Cry (Kamiya), Resident Evil (Mikami).
Un'altro punto in comune che hanno gli amici qua sopra è... che non lavorano e non lavoreranno più a ciò che hanno creato.
Il videogioco è diventato, col passar degli anni, un mercato che fattura miliardi, con la continua crescita ed espansione del medium, i videogiochi sono entrati nella quotidianità del consumo da parte di milioni di persone, e per tenere alto il guadagno, molte software house hanno cambiato le leggi del mercato, mettendo da parte la qualità generale del prodotto a favore della quantità.
Qualità che si percepiva molto nella terra del Sol Levante, soprattutto in ambito console, grazie al talento di vari artisti, che ci hanno fatto giocare a videogiochi secondo una loro filosofia e visione nel crearli.


Sega, Capcom, Konami, Square Enix, Namco Bandai hanno ospitato grandissimi autori di videogiochi che con il loro estro creativo sono riusciti a portare al successo tutte queste software house grazie a molti brand che ora riteniamo storici, ma il buisness è spietato, pur di assecondare una maggiore fetta di pubblico per un guadagno maggiore, molte di queste saghe hanno subito un ridimensionamento nella struttura generale di gioco per essere più appetibili e accessibili, o peggio, venir abbandonate perché sfavorevoli al mercato odierno.

Quante volte avete letto frasi come:
- Final Fantasy non è più come una volta
- Resident Evil non è più lo stesso
- Sonic è morto
- Silent Hill è caduto in basso
- Vogliamo un nuovo Megaman
- Vogliamo un nuovo Castlevania degno del suo nome

Ma vi siete chiesti il perché queste saghe siano "decadute"?
Forse perché proprio l'ideatore di queste saghe non ci lavora più sopra?

Hideki Kamiya, creatore di Devil May Cry.
Shinji Mikami, creatore di Resident Evil.
Yuji Naka, creatore di Sonic.
Keiji Inafune, creatore di Megaman.
Koji Igarashi, creatore di Castlevania.
Tomonobu Itagaki, creatore di Dead or Alive.
Hironobu Sakaguchi, creatore di Final Fantasy.
Fumito Ueda, creatore di Ico & Shadow of the Colossus.
Infine, ex novo ed ultimo di una lista incompleta, Hideo Kojima, creatore di Metal Gear.

Tutti scappati o licenziati.

Fa un po' tristezza certo, fortunatamente non sono rimasti con le mani in mano, tra chi si è buttato nell'indie, chi è riuscito ad aprire un propria software house e chi ha avuto finanziamenti da importanti publisher, in questi anni sono riusciti a creare videogiochi sempre secondo la loro personalissima visione:

Mighty No.9 è Megaman
Bayonetta è Devil May Cry
The Evil Within è Resident Evil
Bloodstained è Castlevania
Lost Odissey è Final Fantasy

Personalmente non sono contrario che saghe come Final Fantasy o Resident Evil continuino ad essere sviluppate, solo che lavorare a qualcosa che non è tuo è difficile, forse quasi impossibile, perché bisogna essere coscienziosi della personale idea che il creatore aveva nei confronti della sua opera, ma ho notato che non c'è ancora un erede degno di questo nome, perché in qualsiasi opera degna, c'è sempre il tocco d'artista.







5 Commenti:

  1. E non dimentichiamoci di Crash Bandicoot e Banjo-Kazooie, entrambi andati incontro ad una sorte simile!

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  2. Bravo Mastik articolo interessante !

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  3. Gran bell'articolo, preciso e puntuale sulla situazione! Concordo anche con Kerbs riguardo a Crash e Banjo

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  4. Certo che Capcom ne ha persi di componenti. Addio vecchie glorie

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  5. Si può fare lo stesso ragionamento anche con le software house occidentali, ma essendo più attaccato al Giappone ho deciso di citare quest'ultimo. :)

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