domenica, giugno 21, 2015
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Quando i giochi diventano arte e l'arte diventa gioco. Si tratta di un argomento alquanto dibattuto in rete, i videogiochi dovrebbero esser considerati opere d'arte?
Oggi tuttavia non siamo qui a trattar questa difficile domanda, bensì per parlare di Journey, un gioco per PS3 che sicuramente ha tutti gli attributi per esser visto come una piccola opera d'arte interattiva. Ma quanto c'è di arte e quanto c'è di gioco? Andiamo a scoprirlo.


 La Cometa nel Deserto
Avviato il gioco vediamo una cometa sorvolare il deserto, ed eccoci pronti a vestire i panni di un avventuriero incappucciato. Nei primissimi minuti di gioco impariamo le basi, ovvero come muoversi, ruotare la telecamera (muovendo il Sixaxis o usando lo stick destro) e a svolazzare.
In Journey ci sono diversi simboli luminosi sparsi per il mondo, grazie ad essi possiamo incrementare la nostra distanza di volo. La sciarpa del protagonista tiene conto proprio di questo: più è lunga e più simboli avrete trovato, e di conseguenza più volerete a lungo.
Dopo le prime fasi di tutorial nel deserto arriveremo alle rovine, e qui inizia l'avventura.


Il mistero dell'avventura
Journey narra la propria storia attraverso dei geroglifici sparsi per il mondo e attraverso le visioni del protagonista. Molto viene lasciato al giocatore, circa l'interpretazone di cosa sia realmente accaduto in passato e quale sia lo scopo dell'avventura.
Nel mentre apprenderemo che liberare delle misteriose "creature" di stoffa dalle loro prigioni di pietra si rivelerà essenziale per costruire strutture che ci permetteranno di proseguire lungo la nostra strada.

Spesso vi troverete a pensare
"sarebbe un wallpaper fantastico"
Arte da vedere, arte da ascoltare 
Quello che risulta evidente, fin dalla prima collina scalata, è che Journey voglia stregare il giocatore con i suoi scenari, misti ad ottime inquadrature ed alla colonna sonora che è stata realizzata appositamente per seguire il giocatore in ogni sezione del gioco ed ampliare le sensazioni visive con quelle uditive, immergendo il giocatore in quello che è uno spettacolo di colori, luci e ombre. La colonna sonora è infatti stata letteralmente creata di pari passo con il gioco, ed il tema principale è stato creato durante il primissimo giorno di sviluppo, ispirando il resto dell'opera. 

Solitudine e compagnia
Il mondo di gioco comunica un forte senso di solitudine, essendo per lo più desertico, pieno di rovine oramai cancellate dal tempo e popolato solo da misteriosi esseri di stoffa, tuttavia tramite l'online potremo incontrare nella nostra partita altri giocatori che si trovano alle prese, come noi, con questo viaggio. E così si crea un'improbabile coppia di avventurieri che collabora per proseguire assieme, comunicando solo dei suoni emettibili con la pressione del tasto Cerchio.

Ma allora è arte?
Generalmente è arte un'opera in grado di suscitare emozioni nello spettatore, e magari alimentare nello stesso delle riflessioni ed ampliare la sua immaginazione. Un po' tutto può esser visto come arte, anche se poi ognuno la interpreta più o meno rigidamente, passando quindi dall'arte più tradizione a quella moderna.
Journey sicuramente, da inizio a fine, svolge egregiamente questo lavoro, tenendo il giocatore coinvolto e interessato a questa misteriosa avventura. Personalmente ho sempre avuto un debole per quelle correnti artistiche come il romanticismo ed il decadentismo, con le loro opere che lasciano sempre molto da "immaginare" allo spettatore e con il loro senso di indefinito (per intenderci, il famoso "viandante sul mare di nebbia" è un'opera del periodo romantico), quindi non ho potuto non adorare Journey, che assieme al lato visivo unisce un lato audio che permette un'immersione totale nell'esperienza.

Il castello di sabbia
Cosa fanno i castelli di sabbia una volta che la sabbia si asciuga? La stessa cosa che fa Journey un'ora o due dopo che l'avete cominciato: crollano.
Se dal punto di vista artistico è ineccepibile, è come gioco che Journey si rivela debolissimo.
Le uniche azioni del personaggio sono muoversi, fluttuare e chiamare. Nel gioco esistono poi ben pochi ostacoli e ancor meno nemici, che si manifestano sotto forma di sentinelle per brevissimi spezzoni del gioco, li incontrerete tipo 2 volte in tutta l'avventura. Il gioco quindi non oppone alcuna resistenza, e finire Journey è di una facilità disarmante. Finito il gioco poi non c'è altro da fare se non rigiocarlo da capo, magari raccogliere tutti i trofei di questo gioco (14) e nient'altro.
Journey si rivela così nei suoi limiti e nella sua brevissima longevità, lasciando il giocatore probabilmente interdetto. E voglio spendere un paio di parole su questo, perchè non voglio che questo gioco venga sottovalutato, ma nemmeno sopravvalutato.

Il Verdetto
Journey va giocato? Sicuramente, penso che sia un gioco da provare per chiunque abbia PS3 visto si tratta di un'esperienza unica, che lascia nel giocatore molta meraviglia. Ma bisogna comunque considerare tutti i suoi limiti, ed il fatto che probabilmente non lo giocherete, pur amando le sue ambientazioni, per più di una decina d'ore. Ogni tanto lo rigiocherete per riprovare l'ebrezza di slittare lungo le dune di sabbia, in un gioco che trasmette un forte senso di libertà grazie a delle scelte molto azzeccate con il sistema di volo, ma di certo non abbiamo la rigiocabilità e gli incentivi a rigiocare di un gioco "classico". Insomma, per lo più lo si rigioca per "amor dell'arte".
Io Journey l'ho trovato in versione "collector's edition" (quindi con Flow e Flower, sul disco troverete anche la OST, i commenti degli sviluppatori e gli artwork scaricabili su hard disk) in un negozio di videogiochi. Era tra i giochi usati al prezzo di un euro, quindi non ci ho pensato due volte e l'ho comprato. Solo dopo averci giocato ho però scoperto, consigliando il gioco ad un'amica, che Journey viene ben 15 euro sul PS store e sui 20-25 euro online se volete la copia fisica.
15€ sono troppi per questo gioco, allo stesso prezzo potreste comprarvi giochi ben più corposi, e quindi non me la sento di consigliarlo a questo prezzo se cercate qualcosa che vi intrattenga a lungo.
Se tuttavia 15 euro non vi sembran poi tanti per un gioco di così breve durata, e quello che volete è solo l'ebrezza "artistica", allora compratelo senza rimorsi, sicuramente vi delizierà. Dagli screenshot che corredano questo articolo avrete probabilmente già deciso se questo gioco vi piace o meno, quindi la scelta ora sta a voi. Seguendo il criterio che ho introdotto nella mia precedente recensione, e ricollegandomi all'inizio di questo ultimo paragrafo, ovvero "devo giocarlo?", dico che si, va giocato, con la sola clausola del "compratelo al prezzo che ritenete corretto per i vostri gusti". E se lo trovate a meno di 5 euro siete moralmente obbligati a comprarlo.

Dai, è bellissimo.

2 Commenti:

  1. Le ambientazioni sono davvero mozzafiato, forse troppo monotematiche, ma realizzate molto bene... non avendo ps3 la risposta alla tua domanda kerbs è scontata per me, ma sto davvero pensando di rimediare ;)

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    1. In tal caso Piwa ti rimando al mio articolo sulla PS3 Super Slim :) http://momoswarp.blogspot.it/2015/03/i-pareri-del-consumatore-ps3-super-slim.html
      Poi tutto dipende da quanti giochi ti interessano, più sono e meglio è.

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