venerdì, dicembre 04, 2015
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La luce della mia torcia filtrava un oscuro sentiero che si districava verso una fitta foresta. La notte priva di luna era infastidita dallo scricchiolare dei miei passi sui rami secchi, mentre un vento gelido accompagnava il mio disperato cammino muovendo gli antichi alberi della foresta in una danza macabra. La montagna sembrava ancora un lontano miraggio, la solitudine di quei luoghi rallentava il tempo, l'aria era pesante, ad arricchire il tutto era giunta improvvisamente una fitta e torbida pioggia accompagnata da una nebbia densa e opprimente.
L'utilità della torcia era diventata opzionale, la fanghiglia accumulatasi rendeva ogni mio passo lento e ingombrante, e la paura, delicatamente, aveva iniziato ad avvelenare la mia mente. Tutto a un tratto il roco silenzio della natura fu spezzato da un soave canto femminile, che filtrava attraverso gli alberi come una luce di speranza in quei luoghi oscuri. Rapito dalla calde note della canzone, affrettai il passo con l'auspicio di riuscire ad incontrare un'anima  accogliente. Il sentiero portava ad una pericolosa discesa, gli alberi iniziavano a diradarsi, la via si allargò e davanti a me si presentò un enorme lago, dove al centro volteggiava una splendida fanciulla vestita di una candida veste che emanava luce propria. Rimasi incantato davanti a quello spettacolo, il mio cuore iniziò a scaldarsi e la paura a dissolversi, ma la mia presenza spezzò la magia, la fanciulla scomparve e calò di nuovo il silenzio. Un brivido mi afferrò la schiena, sotto i miei piedi cominciò a sgorgare dal terreno una torba di acqua nera, da lì fuoriuscirono due braccia cadaveriche che mi afferrarono le caviglie, caddi per terra perdendo la torcia di mano. Improvvisamente di fronte a me apparve la fanciulla del lago, il suo volto era ricamato di orrende cicatrici, la sua pelle cadeva a pezzi e i suoi occhi nero pece mi fissavano continuamente. La sua mano destra afferrava un coltello dalla seghettatura arrugginita che pian piano muoveva in direzione del suo collo, con un urlo straziante si squarciò la gola davanti ai miei occhi terrorizzati. Intanto, fui completamente ricoperto da mani che trascinavano il mio corpo sempre più in profondità del lago...                                                                                                                                                                                                                                                                                                         ... completamente immobilizzato ero immerso nel lago, con gli occhi sbarrati e senza più ossigeno nei polmoni, di fronte a me apparve nell'oscurità delle acque una donna con il viso coperto da un velo, era giunto il momento diceva, è tempo di unirsi alla montagna, abbracciami. Ero pronto, pronto a morire tra le sue braccia, ancora pochi attimi e avrei chiuso per sempre gli occhi.






  • Rughe attraenti 


La saga di Project Zero (o Fatal Frame) dopo un anno dalla release giapponese, approda finalmente anche in occidente con il quinto capitolo in esclusiva per Nintendo Wii U.
Rispetto ai suoi rivali più famosi come Silent Hill o Resident Evil, Project Zero ha sempre offerto un'esperienza horror decisamente diversa, con un gameplay che nel panorama videoludico moderno e non risulta ancora unico nel suo genere. Mentre la saga di Resident Evil, capitolo dopo capitolo si è devoluta in un action/sparatutto e Silent Hill ormai ombra di se stesso, la saga targata Tecmo-Koei non ha mai tentato di rifarsi il trucco cercando di apparire "bello" agli occhi della massa, sembra strano ma la sua staticità ha permesso di continuare a differenziarsi con il passar del tempo dagli horror moderni, offrendo sempre e comunque un'esperienza coinvolgente, e questa quinta incarnazione non è da meno.






  • Tre destini, una destinazione 


La trama è suddivisa in vari capitoli e ruotano attorno a tre differenti protagonisti: Yuri, una ragazza tormentata da un tragico incidente che riesce ad avere contatti con gli spiriti, Ren, scrittore taciturno in cerca di ispirazione e Miu, ragazzina alla ricerca della (famosa ndr) madre.
Man mano che si proseguirà con la storia, i destini dei tre personaggi s'incroceranno, dando il via ad una serie di episodi che spazieranno dal salvare vari personaggi secondari, all'essere testimoni di macabri eventi accaduti in passato, il tutto affrontando o venendo soggiogati dai fantasmi che dimorano i vari luoghi da esplorare.
Il gioco è ambientato sul Monte Hikami, famosa meta turistica in passato, ma ormai abbandonata causa esser diventato un luogo di culto per aspiranti suicidi. Pur essendo un unico setting, è da lodare il lavoro svolto per averlo caratterizzato al meglio attraverso vari scenari ricchissimi di dettagli, che spaziano dalla foresta ai piedi della montagna ai laghi, da case abbandonate a templi religiosi, il tutto contornato da un realismo della natura e degli oggetti pressoché perfetto, riuscendo a trasformare il proprio televisore in un vero e proprio catalizzatore d'immagini che raramente riuscirà a distrarre il giocatore data la grande atmosfera e immedesimazione che riesce a creare.
Atmosfera arricchita da un comparto sonoro ben costruito, con effetti ambientali molto validi miste alle agghiaccianti voci dei fantasmi e un' immedesimazione completa grazie ai lenti e volutamente macchinosi movimenti dei protagonisti.
L'inquietudine e l'ansia che Project Zero riesce a creare si nota sopratutto dall'enorme lentezza di gioco, un classico stratagemma degli horror anni '90 ma che funziona ancora oggi, il gioco annienta qualsiasi stimolo all'azione, infatti progredisce lentamente, passo dopo passo, in modo strascicante, persuadendo il giocatore alla paura e a farlo sentirlo debole o impreparato ai vari eventi su schermo, la fuga non è una soluzione vincente, scappare a gambe levate dai nemici non avrà quasi mai buon fine, infatti l'unico modo risolutivo per andare avanti è sfoderare la famosa Camera Obscura.






  • Gamepad Obscuro

La più grande novità introdotta in questo capitolo di Project Zero è la fruizione del gamepad Wii U come una vera e propria Camera Obscura. Premendo il tasto X gli occhi dovranno fiondarsi sul piccolo schermo del pad e muoverlo come se fosse una vera macchina fotografica, cercando di esorcizzare gli spettri a furia di scatti fatali. Un'intuizione a livello di gameplay molto gradevole, ma che può diventare un ostacolo nel caso ci siano molti nemici su schermo, rendendo i combattimenti molto confusionari e con poche speranze di uscirne indenni, ma tutto sommato l'idea di base funziona e rende questa meccanica uno spunto in più per chi vuole ardentemente sfruttare il gamepad in maniera diversa, altrimenti è possibile giocarlo tranquillamente con gli analogici, disattivando i sensori di movimento nelle apposite opzioni.
A parte questa digressione sul gamepad, il gameplay puro di Project Zero è rimasto invariato dai capitoli precedenti, la camera obscura, unica arma a nostra disposizione, ha il compito di esorcizzare i fantasmi, scovare oggetti nascosti o fotografare anime perdute, più si è abili nell'utilizzarla, più si acquisteranno punti esperienza da spendere per modificare la macchina e renderla più potente, più veloce nel caricarsi e altre migliorie grazie a varie lenti, ognuna con una propria abilità specifica. A parte questo la camera obscura può anche permettere di salvare le fotografie in un apposito slot, per poi consultarle e perché no, pubblicarle sul Miiverse mostrando la propria abilità in qualità di fotografo






  • A fonte puro pura defluit aqua
Oltre ai già più noti fantasmi, uno dei principali nemici è l'acqua; essa che sia un semplice ruscello, pioggia, laghi o cascate, se si verrà bagnati si otterrà un malus, che attirerà più nemici e renderà i colpi subiti più forti, perdendo ingente vita, ma a sua volta potrà rendere gli scatti della camera obscura più potenti, tocca al giocatore poi decidere, se asciugarsi con apposite lanterne (molto rare) che si troveranno nel corso dell'esplorazione o decidere di continuare l'avventura bagnato fradicio. 
La difficoltà generale di Project Zero, almeno impostata su difficoltà normale, è abbastanza impegnativa ma mai impossibile, il gioco per quanto sia ostico a livello psicologico non risulta particolarmente complicato da portare a termine, le morti sono abbastanza rare e le cure sono all'ordine del giorno, ogni volta che si inizierà un capitolo si potranno spendere punti esperienza per acquistare vari oggetti cura o rullini, rendendo meno stressante la natura survival del titolo. Inoltre è possibile molte volte far uso di una "guida spiritica" (molto somigliante al raggio laser di Dead Space) capace di mostrare la via principale, senza portare il giocatore a perdersi nelle foreste o in claustrofobici e labirintici edifici. In effetti non si può dire che questo Project Zero sia un titolo difficile.



  • Pellicola negativa
Per quanto il titolo abbia una direzione artistica non indifferente, a livello tecnico non si presenta in gran forma, presentando un impatto grafico abbastanza datato, oltre a qualche leggero calo di frame rate nel momento in cui si presentano molti nemici su schermo.
La longevità, per essere un horror, è ottima, il gioco offrirà minimo 15 ore per completare la campagna principale, ma la modalità Nightmare, lo sbloccamento dei costumi e un livello extra dove impersoneremo Ayane della serie di Dead or Alive ruberà molte altre ore di gioco per i più coraggiosi. La lunga durata del titolo è derivata dal modello di backtraining che, se inizialmente porterà benefici, rendendo l'esplorazione più dinamica grazie anche a nuove locations in punti già esplorati, verso le ultime battute finali dell'avventura si sentirà il peso nel ripassare continuamente in luoghi già visti. Ultimo disappunto, puramente patriottico, è la mancata localizzazione  in italiano, il gioco si gioca tutto in inglese (ma anche francese o tedesco), i testi non sono di difficile comprensione, ma la grande quantità di dialoghi e reperti scritti potrebbe compromettere una comprensione della trama e delle sottotrame a 360 gradi.






  • Commento finale
Project Zero: Maiden of Blackwater è un survival horror classico, come si era abituati a giocarli una decina di anni fa, a parte l'utilizzo del gamepad non presenta novità sostanziali nel gameplay, ma tutto sommato non è un male. La struttura di gioco si regge ancora bene in piedi, con un comparto sonoro e artistico ben costruito e una trama molto interessante, longevo e pieno di extra da sbloccare.
Anche se latita a livello tecnico e con un backtraining troppo invasivo, il titolo vale la candela, soprattutto per chi vuole un'esperienza horror intelligente e ben congegnata, dimostrando che la qualità non ha bisogno per forza di cambiamenti radicali o jumpscare fine a se stessi quando l'importanza di un titolo del genere è saper immedesimare  i giocatori con il mondo di gioco e renderli veri protagonisti dell'avventura.
Project Zero è un horror fatto bene, crea ansia e paura nel giocarlo ma allo stesso tempo fa rimanere gli occhi incollati allo schermo. 


Pro:
  • Grande atmosfera 
  • Artisticamente valido
  • Gamepad sfruttato bene
  • Longevo

Contro:
  • Tecnicamente non all'altezza
  • Backtraining un po' troppo invasivo
  • Localizzazione europea priva dell'italiano 




VOTO: 8.0          



6 Commenti:

  1. Gran bella recensione anche la tua Mas (a parte il pippone iniziale, si intende =)) ) Ripeto, non è il mio genere e non lo giocherò mai, ma indubbiamente siete riusciti a farmi incuriosire

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    1. Ma con quel pippone volevo trasmettere lo spirito del gioco!

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    2. =)) Scherzavo, hai fatto bene!

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  2. di fatti a me il pippone iniziale è piaciuto parecchio :)

    Rece in linea con quella di TEVILDO ,ne emerge che le caratteristiche del gioco sono quelle viste anche da diverse persone.
    Ora mi viene da fare un paio di domande,se per wii c erano dei pesanti limiti tecnici ed il tutto si svolgeva su percorsi fissi con rari bivi,qui mi pare di aver capito che siamo sempre su questa falsariga,ma,esiste un minimo di libertà in più?

    Nel secondo capitolo per aver accesso al finale completo era necessario finire di nuovo il gioco,in questo capitolo c è qualcosa del genere o la storia è più lineare anche sotto questo punto di vista?

    esiste la descrizione delle creature con cui avremo a che fare come nei precedenti capitoli?

    ed una domanda personale,ritenete che questo titolo sia stato proposto al pubblico nel modo migliore possibile? ok,il mio horror preferito è the ring che non fa nemmeno paura,ma siete certi che il gioco sia così tanto di nicchia?
    per me poteva con un pò di cura stare benissimo nella lista dei titoli che possono far vendere la console,cerchia che su wii u è molto ristretta e che avrebbe appunto bisogno di qualcosa di diverso da super mario e pubblicizzato e spinto meglio di bayonetta

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    1. Il gioco ti permette di esplorare vari scenari del gioco, perlopiù ambienti naturali come la foresta dei suicidi, ma le locations principali sono case abbandonate o edifici in rovina, con corridoi claustrofobici ma anche labirintici che possono spaesare il giocatore, l'esplorazione c'è, ma racchiusa in determinati luoghi e momenti di gioco.

      La trama è abbastanza lineare, con finali multipli, poi essendo il gioco strutturato in capitoli, hai più respiro nel completare alcuni livelli dove hai ottenuto un valutazione bassa o dove ti sei perso vari oggetti, pezzi di trama, etc... Se non sbaglio raggiungendo il ranking più alto, ovvero S+, si potranno sbloccare altri extra come vestiti nuovi per i protagonisti.

      La descrizione delle creature c'è, come anche la lista dei fantasmi, inoltre prima che uno spirito scompaia dopo averlo sconfitto, si può toccarlo e vedere tramite una cut scene la sua morte.

      In Giappone il titolo è abbastanza noto, in occidente ormai non ha molta attenzione da parte del pubblico, solo gli appassionati da forum ne parlano.
      Che possa essere un system seller non ci credo molto, ma renderlo mediatico o almeno dargli più valore attraverso una campagna marketing più adeguata sarebbe stato meglio per tutti, un po' come ha fatto Sony con Until Dawn per intenderci. Nintendo ha puntato pochissimo su questa IP ed è un peccato, è un miracolo che possiamo giocarci questo quinto capitolo in inglese, fa parte della ormai arcinota politica antirischio che sta adottando Nintendo da anni e credo proprio che questo possa essere addirittura l'ultimo titolo della serie che potremo giocare.

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  3. Gran bella recensione e per me l'intro è ottimo! In loinea di massima siamo sulla stessa lunghezza d'onda, solo che per uanto possa suonare strano e non sò neanche perchè non ho mai pensato a PZ5 come ad un survival horror. Riguardo la localizzazione,per dire con Ayane avevo intrerpretato male la spiegazione della torcia e sono stato un quarto d'ora a a cercare di uccidere il primo fantasma

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